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È Barolo la città del Vino 2021

11 Novembre 2020
È Barolo la città del Vino 2021
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La città del Vino 2021 è Barolo. Al borgo delle Langhe, con il più innovativo museo a tema WiMu – Museo del Vino sito nel Castello comunale Falletti, è andato il riconoscimento dell’Associazione nazionale Città del Vino, con il patrocinio del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali.

 

La candidatura a Città italiana del Vino 2021

La candidatura a “Città Italiana del Vino 2021” è la naturale prosecuzione di una storia importante ambientata in un contesto locale e nazionale dinamico. Nuove sfide ambientali, sociali ed economiche bussano alla porta, dall’enoturismo alla stessa viticoltura. Animato da questo senso di consapevolezza e responsabilità, il Comune di Barolo ha riunito soggetti istituzionali, associazioni di categoria, fondazioni culturali e movimenti locali, invitandoli a una stagione di confronto e iniziative intorno ai temi enologici più attuali e presentando la candidatura. Tanti quindi i soggetti coinvolti, andando ben oltre l’ambito strettamente enologico: l’Unione dei Comuni delle colline di Langa e del Barolo, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Strada del Barolo e grandi vini di Langa, Enoteca regionale del Barolo, Slow Food, Artissima, Film Commission Torino Piemonte, Opera Barolo, Associazione culturale Castello di Perno e Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno della Regione Piemonte. La Barolo&Castles Foundation, in particolare con il WiMu, invece, supervisionerà la realizzazione, nel 2021, di un intenso programma di iniziative.

Un anno di iniziative alla scoperta di Barolo e delle Langhe

  Barolo città del vino 2021  
 Il borgo di Barolo designato come città del Vino 2021  

Il 2021 sarà un vero e proprio “calendario agrario”, durante il quale verrà posto l’accento sui riti, le feste e i gesti che scandiscono l’anno vitivinicolo, stagione dopo stagione. Tra le parole chiave troviamo anche quella di “comunità”, “memoria” e soprattutto “futuro” che porta con sé i temi della sostenibilità e dei giovani, aspetti che riceveranno molto spazio grazie a iniziative fresche e moderne in grado di avvicinare le nuove generazioni alla cultura vitivinicola.

Una sfida culturale e ambientale, quindi, per la prima “capitale della cultura enologica” d’Italia, che nella corsa al titolo ha battuto i territori di Bianco (Reggio Calabria), Duino Aurisina (Trieste), Montepulciano (Siena), Montespertoli (Firenze), Taurasi (Avellino) e Tollo (Chieti).

«Siamo felici e soddisfatti che sia stato premiato il nostro dossier e lo sforzo di coinvolgimento delle nostre colline e delle istituzioni locali e regionali che ci supporteranno nel programma di appuntamenti ed eventi previsti per il 2021 – spiega il sindaco di Barolo, Renata Bianco –. Il 2020 è stato un anno difficile e crediamo che questa iniziativa possa rappresentare oltre che un’opportunità concreta, anche un messaggio di speranza e ripartenza».

«Quella di Barolo come capitale italiana del vino è un'investitura di territorio – afferma il direttore del comitato scientifico della Barolo&Castles Foundation e referente per la candidatura, Tiziano Gaia –. Barolo, con il suo Museo del Vino, è il comune capofila, ma le iniziative riguarderanno tutte le Langhe e altri terroir regionali. Quanto ai contenuti, il vino sarà declinato in arte, cultura, racconto, ambiente, turismo, e questo grazie al coinvolgimento di enti e fondazioni che hanno supportato fin dal primo istante la nostra candidatura. Sarà un lungo viaggio in equilibrio tra la tradizione e la modernità, un'immagine che racchiude l'anima stessa del Barolo: un vino dalla storia antica, ma che ha saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo».

  Grappoli d'uva destinati alla produzione del Barolo  
Grappoli d'uva destinati alla produzione del Barolo  

Barolo città del vino 2021: un’opportunità di vetrina dopo la pandemia

Tra gli eventi e le iniziative su cui si lavorerà fin da subito, ci sono mostre ed esposizioni anche per valorizzare la collezione di etichette del WiLa, con il Fondo internazionale Cesare e Maria Urbani, la nuova edizione della Hall of Fame del vino italiano, collaborazioni con eventi internazionali e importanti, nuovi momenti dedicati all’arte, la cultura, l’enologia e non solo.

Per il presidente della Barolo&Castles Foundation, Luigi Barbero, «questo riconoscimento è frutto di un lavoro corale, come sempre avviene sul nostro territorio quando si tratta di condividere obiettivi importanti. In tempi non facili, con rapidità e consenso diffuso, la Fondazione con il suo comitato scientifico è stata capace di articolare un dossier qualificato la cui forza credo sia stata proprio il coinvolgimento di varie realtà. Barolo Città italiana del Vino 2021 rappresenta non solo un nuovo tassello che si va ad aggiungere alle potenzialità già consolidate delle colline di Langhe, Monferrato e Roero, ma anche una più grande opportunità di vetrina che sarà utilizzata nel post-pandemia. Non appena, come ci auguriamo, si ripartirà nel 2021 con le azioni promozionali di livello internazionale. Oggi siamo orgogliosi di un risultato che mostra la forza del comparto vinicolo, paesaggistico e turistico del nostro territorio, che assume proporzioni sempre più importanti e ancora più rafforzate per affrontare il futuro».

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