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Il vino in Piemonte, la perfezione dei terroir

05 Luglio 2017
Il vino in Piemonte, la perfezione dei terroir
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Il Piemonte è una delle regioni italiane con la produzione di vino qualitativamente più ricca: il vino in Piemonte non è solo una bevanda alcolica da bere come accompagnamento ai pasti, è cultura e tradizione profondamente radicate nel territorio, esperienza e conoscenza tramandate di generazione in generazione. Ma soprattutto il Piemonte è la massima espressione della varietà del territorio e dei terroir perfetti e ricercati.

Uno sguardo al territorio del Piemonte

Il territorio piemontese nel suo alternarsi equilibrato tra zone montuose, collinari e pianeggianti è particolarmente variegato e valorizza il concetto di terroir. Il clima continentale, caratterizzato da escursioni termiche importanti assieme alle esposizioni favorevoli, porta a maturazione vitigni tardivi come il Nebbiolo conferendo ai vini la struttura e la longevità che richiedono per raggiungere l'eccellenza.

Mappa dei vini in Piemonte
Mappa dei vini in Piemonte

Un viaggio alla scoperta dei vini del Piemonte

I vini piemontesi sono figli indiscussi della spiccata varietà territoriale e della cura e attenzione dei viticoltori per il terroir e la tradizione. Tuttavia non si deve pensare al Piemonte come ad una regione vinicola immobile, ferma al passato e legata ai processi degli avi: è proprio qui che vini d'eccellenza e profondamente classici come il Barolo e il Barbaresco hanno trovato declinazioni diverse, innovazioni di stile e riletture sperimentali.

Le zone vitivinicole piemontesi, splendide mete per l'enoturismo, sono quattro.

I vini del Piemonte del Nord

Chi si avventura nel nord del Piemonte si rende presto conto che la zona dei vini è divisa in due dal fiume Sesia e che il vitigno più diffuso è il Nebbiolo, localmente chiamato Spanna: questo dà vita ai cosiddetti "Nebbiolo del Nord", vini più freschi e meno strutturati dei cugini delle Langhe.

Il terreno qui è particolarmente acido, ricco di ferro e povero di calcare. Due sono le DOCG della zona di particolare lustro: Gattinara e Ghemme.

Molto diffuso nel Piemonte del Nord l'Erbaluce, vitigno a bacca bianca.

Il Monferrato e la Barbera

Calice di Barbera d'Asti DOCG
Calice di Barbera d'Asti DOCG

Più a sud del fiume Sesia, tra Asti e Alessandria, si trova la zona del Monferrato famosa per la coltivazione di vitigni come la Barbera, da cui si ottiene la DOCG Barbera del Monferrato, e il Cortese, dal quale si ottiene la DOCG Gavi o Cortese di Gavi.

Da qui inizia la Strada del Vino Monferrato Astigiano che attraversa il cuore collinare del Piemonte e giunge fino ad Asti.

L'Astigiano e il suo spumante

Dopo una tappa nel Monferrato, è buona norma dirigersi verso l'Astigiano, la patria piemontese dei vini spumanti. La vinificazione a bollicine qui ricopre 1/3 della produzione di spumanti in Italia e, mentre ci si perde tra i dolci pendii, i castelli, le botteghe artigiane e i suggestivi agriturismi, non bisogna dimenticarsi che qui trovano dimora 3 DOCG fondamentali: l'Asti o Moscato d'Asti, il Brachetto d'Aqui e il Barbera d'Asti.

Il Roero e le Langhe: il cuore pulsante del vino in Piemonte

Il viaggio attraverso i molteplici terroir del Piemonte continua mentre ci immergiamo nel suggestivo Roero, che si estende lungo la sponda sinistra del Tanaro nella zona nord-orientale della provincia di Cuneo, e nelle Langhe, a cavallo tra le province di Cuneo e di Asti.

Nelle Langhe i terreni sono generalmente calcarei e morenici ma nella zona del Barolo viene fatta una distinzione tra:

  • terreno elveziano, composto da sabbie compatte grigio giallastre e terreni scuri; questo tipo di suolo dà vita a vini più robusti e ricchi di tannino, particolarmente adatti all'invecchiamento;

  • terreno tortoniano, composto da terreni chiari e marne grigio-bluastre, che concorre alla creazione di vini profumati, vellutati ed eleganti ma meno longevi.

Il vitigno principe è il Nebbiolo che qui trova una delle più alte interpretazioni attraverso DOCG quali il Barbaresco, il Barolo e il Roero.

Vitigni nelle Langhe
Vitigni nelle Langhe

Viticoltura in Piemonte

Il Piemonte, per le sue caratteristiche territoriali e climatiche, coltiva un gran numero di vitigni a bacca nera che trovano dimora accogliente nei suoli della regione. Tuttavia non disdegna la coltivazione a bacca bianca.

I vitigni a bacca nera del Piemonte sono:

  • Barbera, la cui tipicità qui è l'acidità;

  • Dolcetto;

  • Freisa;

  • Nebbiolo, il vitigno più amato e fondamentale per la cultura enologica piemontese. Ha una maturazione tardiva, ha bisogno di molta luce e si vendemmia a fine ottobre: ciò garantisce un tannino particolarmente elegante. I principali biotipi presenti sono Lampia, Michet e Rosè;

  • Brachetto;

  • Grignolino.

I vitigni a bacca bianca del Piemonte sono:

Un riassunto delle principali DOCG del Piemonte

Le DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) piemontesi sono molte, a testimonianza delle peculiarità del singolo territorio. Di seguito le principali 11.

Nel Piemonte del Nord si annoverano le DOCG:

  • Gattinara, prodotto con almeno il 90% di uve Spanna (nome locale del Nebbiolo), deve invecchiare almeno 35 mesi;

  • Ghemme, prodotto con almeno l'85% di uve Spanna e deve invecchiare almeno 34 mesi.

Nel Monferrato si ricordano le DOCG:

  • Barbera del Monferrato, solo Superiore. E' composto da uve Barbera per almeno l'85%, da Freisa e/o Grignolino e/o Dolcetto;

  • Gavi o Cortese di Gavi, bianco prodotto da uve Cortese.

Vigneti di Barbera d'Asti nella località di Frassinello Monferrato
Vigneti di Barbera d'Asti nella località di Frassinello Monferrato

Nell'Astigiano sono state individuate tre DOCG:

  • Asti, diviso in due tipologie diverse: il Moscato d'Asti e l'Asti Spumante, lo spumante aromatico più diffuso al mondo;

  • Brachetto d'Aqui, da uve Brachetto, presente anche nella varietà spumante;

  • Barbera d'Asti, prodotto a partire da una percentuale minima di Barbera al 90%.

Nelle zone del Roero e delle Langhe le principali DOCG sono:

  • Barbaresco, prodotto su terreni tortoniani e ottenuto da uve Nebbiolo dei biotipi Michet, Lampia e Rosé;

  • Barolo, prodotto su terreni sia tortoniani che elveziani dagli stessi biotipi del Barbaresco. La sua tipicità è il tannino, ma si evidenzia una maggiore morbidezza rispetto al passato dovuta al diffuso passaggio in barrique. Degno di menzione è il Barolo Chinato, aromatizzato con corteccia di china;

  • Roero, sia in versione rossa con almeno il 95% di Nebbiolo, sia bianca da Arneis al 95%;

  • Dolcetto di Dogliani, ottenuto da Dolcetto in purezza.

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