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Enoturismo in Italia: attualità e prospettive

17 Settembre 2018
Enoturismo in Italia: attualità e prospettive
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L’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 sulla disciplina fiscale enoturistica ha aperto le porte, almeno sulla carta, ad una vera e propria rivoluzione per il mondo del turismo del vino italiano. Dal “XIV Rapporto dell’Osservatorio sul turismo del vino” di Città del Vino, elaborato dall’Università di Salerno e presentato in occasione della Bit di Milano, emerge - come si legge nel documento - “un settore in buona salute, che genera un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro, ma che stenta a decollare e a sfruttare a pieno il suo potenziale economico e occupazionale per la mancanza di forti strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono fortemente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche dei territori”. “L’enoturismo – ha sottolineato Floriano Zambon, presidente di Città del Vino, è un’occasione preziosa per la promozione, l’occupazione, le economie locali e per la tutela dell’ambiente. La politica deve farne tesoro, ci aspettiamo un impegno serio durante la prossima legislatura, per mettere finalmente a sistema un settore dal grande potenziale che ha bisogno però di essere guidato”.

Enoturismo in Italia: 2,5 miliardi di fatturato

Il rapporto costituisce non soltanto una fotografia dello stato dell’arte del turismo del vino in Italia, che ha confermato anche per il 2017 numeri molto elevati sia dei turisti del vino sia del complessivo fatturato enoturistico, ma anche l’unico strumento che da 14 edizioni monitora costantemente il fenomeno dell’enoturismo in Italia.

Enoturismo in Italia: enoturismo
Record di fatturato per l'enoturismo in Italia

In questa XIV edizione, come approfondimento specialistico, è stato sottoposto all’attenzione degli intervistati un modello di sviluppo enoturistico pensato in particolare, ma non solo, per i piccoli comuni, volendo enfatizzare una via a un modello “italiano” di Wine Tourism, fatto di bellezza dei luoghi, bontà dell’enogastronomia e vivibilità dell’ambiente. Per fare questo è necessaria una rete di collaborazioni tra enti pubblici e operatori privati, per valorizzare al meglio il terroir non soltanto del vino, ma dell’intera filiera enoturistica del territorio.

I risultati emersi dall’indagine sull'enoturismo in Italia

Secondo i dati elaborati dal Rapporto dell’Osservatorio sul turismo del vino è emerso che:

  • Più di 2 Comuni su 3 (69,41%) non prevedono tassa di soggiorno.

  • Il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, ecc.) è giudicato discreto (7,05 in media), con quasi il 40% che si spinge a riconoscere un voto pari o superiore a 8.
  • L’attività su cui dovrebbero investire gli operatori del settore per migliorare i servizi offerti agli enoturisti è in generale la formazione del personale (35,81% in tutto), seguita dalla pubblicità (27,16%).

  • Quasi 6 Comuni su 10 (58,02%) hanno realizzato negli ultimi 5 anni uno o più progetti per migliorare i servizi offerti.

  • Gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole della zona, sembrano incidere in media per il 31,35%.

  • Gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle altre aziende della filiera enoturistica (ristoratori, albergatori, altri produttori tipici, ecc.), sembrano incidere in media per il 37,44%.

  • La qualità delle infrastrutture di collegamento della singola zona d’interesse è giudicata sufficiente (6,16 in media).

  • 2 Comuni su 3 sono inseriti e/o hanno rapporti con la Strada del Vino e/o dei Sapori del territorio: il funzionamento di questo organismo è giudicato più che sufficiente (6,12 in media).

  • Circa il 40% dei Comuni non ha un Ufficio Turistico: quando c’è, non si procede a stime ragionate delle presenze enoturistiche.

  • Per quasi il 90% dei rispondenti il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto alle stime di “Città del Vino” (circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi di euro).

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