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Consorzio del Chianti: minore produzione per una maggiore qualità

20 Marzo 2017
Consorzio del Chianti: minore produzione per una maggiore qualità
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Qualità e quantità: due parametri spesso antagonisti. Trovare un equilibrio tra di essi è il sogno di moltissime aziende, che si trovano costrette a scegliere tra la qualità del prodotto e il volume del fatturato. Il Consorzio del Chianti compie un passo decisivo verso la qualità, puntando sull'ammodernamento dei vitigni e sulla riduzione della produzione a favore di un prodotto qualitativamente superiore. La decisione giunge in occasione del novantesimo anno di vita del Consorzio.

La modifica del Disciplinare del Vino Chianti: verso una maggior qualità

Calice di Vino Chianti
Calice di Vino Chianti

A stabilire le modifiche al Disciplinare del Vino Chianti sono stati proprio i soci del Consorzio del Chianti, riuniti in assemblea a Firenze. La nuova tendenza è in linea con la delibera dell'ultimo Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che in riferimento alla prossima vendemmia ha stabilito una riduzione del 10% della produzione massima di uva a ettaro. Una strategia che ha l'obiettivo di accrescere il prestigio della Denominazione e di renderla più competitiva a livello internazionale.

Le modifiche del Disciplinare prevedono, inoltre, una riduzione da 5 a 3 chilogrammi per quanto riguarda le rese "a ceppo" dei vecchi vigneti, i quali godevano di un regime in deroga particolare. Si è infine modificata la norma secondo cui il residuo zuccherino a litro non deve superare i 4 grammi. In questo modo, il Consorzio del Chianti aderisce alla norma comunitaria secondo la quale il contenuto massimo di zuccheri nel vino secco può essere di due punti superiore rispetto al suo grado di acidità. È una scelta strategica per affermarsi sui mercati orientali, improntati sulla preferenza per prodotti più morbidi.

ll Consorzio del Vino Chianti

Logo del Consorzio Vino Chianti

Il Consorzio del Chianti è nato nel 1927 su iniziativa di un gruppo di viticoltori fiorentini. Grazie al lavoro dei viticoltori e all'attività del Consorzio, nel 1984, con Decreto del Presidente della Repubblica, il Chianti viene riconosciuto come vino Chianti D.O.C.G. (a Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Oggi il Consorzio tutela circa tremila produttori, più di quindicimila ettari di vigneto, e ben ottocentomila ettolitri di Chianti di diverse zone e tipologie. In virtù di questa forte rappresentatività, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha attribuito le funzioni ''erga omnes'' al Consorzio del Chianti, ossia l'incarico di tutelare, promuovere e valorizzare il prodotto "Chianti" nel mondo.

Caratteristiche del vino Chianti

Il Chianti è un vino prodotto in Toscana, nelle province di Firenze, Pistoia, Siena, Arezzo, Pisa e Prato. Le produzioni vinicole della terra del Chianti sono molto antiche: i primi documenti risalgono addirittura al XIII secolo e riguardano la Lega del Chianti, un'alleanza politico-militare con la missione di difendere e amministrare il territorio del Chianti su incarico della Repubblica di Firenze. Il primo documento che si riferisce al Chianti come al vino prodotto in questa zona è del 1398.

Vino Chianti: vitigno Sangiovese
Vino Chianti: vitigno Sangiovese

Il Chianti si distingue per la sua vivace tonalità rosso rubino, che con l'invecchiamento tende al granato. Il sapore è asciutto e sapido, il profumo vinoso con sentori di mammola. È consumato sia come vino giovane che invecchiato. Quando si parla di Chianti, il vitigno per eccellenza è il Sangiovese. Il minimo quantitativo di Sangiovese per la Denominazione Chianti D.O.C.G. è il 70%, a cui si aggiungono le uve di altri storici vitigni, tra cui la Malvasia Toscana, il Canaiolo, il Trebbiano e il Colorino. Ai vitigni tradizionali, si uniscono nuovi vitigni quali il Merlot e il Cabernet.

Export del Chianti in Asia

"Se vogliamo incrementare la presenza della nostra Denominazione, come è nei piani del Consorzio" spiega Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti "dobbiamo mettere in condizione i nostri produttori di poter lavorare ad un vino che va nella direzione dei gusti del consumatore a cui il vino vuole rivolgersi. Con questa scelta, infatti, che permetterà di abbinare meglio il nostro vino ai piatti tipici di quei territori, ci aspettiamo un incremento di vendite in tutto il sud-est asiatico, in linea con i viaggi di promozione che il Consorzio sta effettuando in questi ultimi mesi".

Vino Chianti a ProWine Shanghai 2016
Vino Chianti a ProWine Shanghai 2016

La volontà di espandersi nei mercati asiatici ha già guidato diversi passi del Consorzio, che a novembre dell'anno scorso ha partecipato al Prowine Shanghai 2016, e quest'anno sarà presente l'8 maggio ad Hong Kong, al Prowine Asia 2017. Il 15 maggio il Consorzio sarà a Singapore, in occasione di un nuovo workshop con gli operatori del settore e con la stampa, mentre il 17 maggio volerà a Seul, in Corea del Sud. Lo scopo di queste partecipazioni è soprattutto conoscitivo: "L’interesse nei confronti del vino toscano da parte di questi territori sta evidentemente crescendo" afferma il direttore del Consorzio "e per questo motivo la nostra denominazione non può farsi trovare impreparata. Il 2017 è un anno importante per confermare la nostra presenza su quei mercati che soltanto fino a qualche anno fa avevano una conoscenza molto limitata dei nostri prodotti, e che oggi ci cercano con puntualità. È evidente che ci troviamo a dover rispondere ad una nuova fase dei mercati, e siamo convinti che, lavorando con tempestività, saremo in grado di rispondere alla nuova domanda presentando un vino sempre più di qualità, in grado di raccontare il nostro territorio nel mondo".

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