Tu sei qui

“RRR”: la svolta sostenibile dei vini Valpolicella

23 Marzo 2017
 “RRR”: la svolta sostenibile dei vini Valpolicella
5
5 / 5 (su 5 voti)

A 5 anni dall’inizio del progetto “Riduci Risparmia Rispetta” sono entrati in commercio i primi Valpolicella DOP 2016 con il bollino “RRR” del Consorzio di tutela Vini Valpolicella: le etichette saranno presentate ufficialmente a Vinitaly 2017. Un evento che il Consorzio ha sottolineato il 28 febbraio scorso con la consegna ufficiale dei certificati ai 21 produttori che per primi hanno adottato il Protocollo.

Cosa è il Protocollo “RRR” per i Valpolicella?

Il Protocollo “RRR” è una certificazione volontaria di prodotto basata su un manuale che accompagna chi aderisce a razionalizzare le tecniche agronomiche, in particolare relativamente alla concimazione, all’uso dell’acqua e alla difesa da malattie e parassiti. Per quanto riguarda quest’ultima il Protocollo punta a ridurre gli interventi chimici per trattare solo quando realmente serve.

Valpolicella: il marchio RRR
Valpolicella: il marchio "RRR"

“L’uscita sul mercato dei primi vini con il marchio “RRR”– sottolinea Christian Marchesini, presidente del Consorzio – è la prima concretizzazione di un percorso di sostenibilità della nostra viticoltura iniziato molti anni fa. Siamo partiti escludendo l’uso di alcuni fitofarmaci e oggi siamo approdati a un disciplinare che anticipa quelle che sono le disposizioni in materia a livello europeo e nazionale. Anche il ministro Martina, intervenendo ad Anteprima Amarone, ha sottolineato l’importanza di questo percorso, in cui abbiamo il supporto anche della Regione Veneto. L’intento è quello di proteggere la nostra area vocata, tutelarne le risorse e rendere più competitivi i vini sui mercati dove l’attenzione al vino bio o comunque prodotto secondo protocolli di sostenibilità è in crescita vertiginosa”.

La viticoltura sostenibile in Valpolicella

Nei primi mesi del 2017 ben 80 aziende per circa 700 ettari hanno aderito al Protocollo. L’obiettivo del Consorzio è quello di arrivare a coinvolgere il 60% della superficie vitata per conseguire la certificazione di area. E per questo si stanno discutendo le modalità per premiare i produttori che aderiranno al Protocollo RRR ed è stato previsto un potenziamento dell’assistenza tecnica.

Valpolicella e Marchio RRR: i principi del progetto
Valpolicella e Marchio RRR: i principi del progetto

“Vogliamo mettere in atto pratiche di contenimento sostenibili, garantire la redditività ai produttori e tutelare anche il valore economico dei nostri vini molto importante non solo per le aziende, ma per tutto il territorio – aggiunge Olga Bussinello, direttore del Consorzio. In questa direzione va letta la collaborazione delle Amministrazioni locali che vedono nel nostro progetto una tutela della qualità di vita dei loro abitanti. Oltre alle motivazioni ambientali e sociali, va considerato che i Paesi nostri competitor, come Usa, Australia e Austria, stanno andando in questa direzione ed esiste una sovrapposizione tra i loro mercati di esportazione e i nostri che ci impone di adottare pratiche sostenibili”.

Secondo le proiezioni dell’Unione Italiana Vini nel 2020 il 30% delle bottiglie in commercio nel mondo saranno certificate bio o comunque sostenibili. La qualità dei vini è oggi un prerequisito a cui vanno aggiunte le caratteristiche legate alla salubrità del prodotto e al rispetto ambientale e sociale.

In un mondo in cui i consumatori ricercano e scelgono i “vini sostenibili” e prediligono luoghi il meno inquinati possibile, i Vini Valpolicella con il bollino “RRR” e la certificazione di area saranno importanti strumenti di marketing di prodotto e di territorio.

Ti è piaciuto questo articolo? Votalo!

Se l'articolo ti è piaciuto, metti le 5 stelline!

Altri articoli simili a " “RRR”: la svolta sostenibile dei vini Valpolicella"

I commenti dei nostri lettori

Aggiungi un commento