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Viaggio nelle tante zone vitivinicole del Veneto

08 Febbraio 2017
Viaggio nelle tante zone vitivinicole del Veneto
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Per chi si appresta a viaggiare in lungo e in largo per il Veneto alla ricerca delle cantine più evocative e dei vini più rappresentativi, ecco un utile approfondimento.

Da un punto di vista vitivinicolo, la regione può essere suddivisa in diverse macroaree che raggruppano territori protetti dalle Dop secondo un criterio di affinità pedologica e climatica; questi due sono gli elementi più significativi del terroir e in grado di imprimere un forte timbro espressivo ai vini.

La zona vitivinicola del Garda Veneto

Vigneti del Garda Veneto
Zone vitivinicole del Garda Veneto

Il Garda Veneto è l’area più occidentale, compresa tra le pendici del Monte Baldo e le colline moreniche a sud del Lago di Garda. I principali suoli dei vigneti, situati su terrazzamenti antropici, evidenziano una bassa differenziazione del profilo. Sono in genere pietrosi, ricchi di scheletro, fortemente calcarei, ma con bassi livelli di calcare attivo.

Tutto l’ambiente gardesano è caratterizzato dalla presenza del Lago, la cui influenza si fa sentire sul clima e sulla natura morenica dei suoli derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai del Garda e dell’Adige al termine dell’ultima glaciazione (Wurm). I vigneti a pergola e a spalliera modellano le colline a formare un continuo susseguirsi di dolci curve in sintonia con l’unicità del paesaggio.

Il modello viticolo era basato esclusivamente sulla pergola veronese e trentina, alla quale negli ultimi anni si è affiancata la conduzione a filare (principalmente Guyot) per agevolare la gestione annuale della parete e la raccolta dell’uva. Le densità di impianto sono abbastanza fitte (dai 3.000 ai 4.000 ceppi ad ettaro) in sintonia con le discrete precipitazioni.

Nel 2001 il vino Bardolino Superiore è stato il primo vino rosso veneto ad ottenere la Docg, ad esso oggi si affiancano il Bianco di Custoza Doc, il Doc Terradeiforti Valdadige, Doc Lugana e San Martino della Battaglia, Doc Valdadige e Doc Garda.

La Valpolicella e i suoi Rossi pregiati

La Valpolicella è formata da un’ampia fascia collinare compresa in territorio veronese, a nord del capoluogo, tra la sponda sinistra del Lago e la Valle di Illasi e rappresenta la terra di origine di alcuni tra i più pregiati vini rossi italiani.

Malcesine sul Lago di Garda
Uno scorcio di Malcesine sul Lago di Garda Veneto

All’interno di questa macroarea troviamo diverse tipologie di suolo: suoli formatisi su calcareniti, diffusi nella Valpolicella Classica; suoli costituiti da calcari marnosi (Biancone e Scaglia); suoli compatti rossi su calcari eocenici, presenti soprattutto in Valpantena ed infine suoli compatti rossi su basalti, presenti in zone limitate.

Il vigneto si compone di due forme di allevamento prevalenti: la pergola veronese e il Guyot. Quella più tradizionale (la pergola), meglio si adatta ad ottenere uve destinate all’appassimento grazie alla minor compattezza del grappolo; l’allevamento a Guyot viene invece preferito per ottenere uve tendenzialmente più zuccherine. Dalle uve Corvina, Corvinone, Rondinella e altre autoctone si ottengono i vini Recioto della Valpolicella Docg, Amarone della Valpolicella Docg, Valpolicella Doc e Valpolicella Ripasso.

Il vitigno Garganega delle terre del Soave

Una macroarea che si estende dalla valle di Illasi fino a Montorso e Montebello vicentino comprendendo anche la Doc Gambellara. Le Terre del Soave rappresentano senza dubbio uno dei bacini più produttivi del nostro Paese, relativamente ai vini bianchi di qualità. Tutta la zona si identifica con il vitigno autoctono a bacca bianca Garganega alla base dei vini Doc e Docg prodotti nell’area. I suoli si dividono nettamente in due tipologie: di matrice calcarea e vulcanica.

La grande determinazione del viticoltore la si percepisce dal paesaggio composto di tradizione e cultura viticola. Il Soave è una delle prime aree viticole che ha inteso l’importanza della conservazione e della valorizzazione del paesaggio e in questo senso ha operato con successo.

La forma di allevamento prevalente è la pergola veronese ora in alcuni casi ridotta nelle sue dimensioni con l’adozione della pergoletta.

I vini sono il Soave Superiore Docg, il Recioto di Soave Docg, Recioto di Gambellara Docg, Soave Doc e il Gambellara Doc. Tutti prodotti esclusivamente con uve Garganega e Trebbiano di Soave.

La pedemontana centrale e le terre rosse del Montello

Situata nella parte centro-settentrionale della regione, tra le colline prospicenti i monti Lessini e l'area del Montello a ridosso del fiume Piave, interessa un ampio territorio tra le province di Verona, Vicenza e Treviso.

Paesaggio veneto
Le zone vitivinicole in Veneto sono otto

Il vitigno utilizzato è il Durello, coltivato a spalliera fino a quote che raggiungono i 600 m s.l.m.

Il Montello, famoso per le sue terre rosse acide, è un continuo susseguirsi di dolci conformazioni carsiche che con doline e rilievi pennella un paesaggio formato da vigneti che seguono l’originaria e indisturbata morfologia del suolo. I suoli del settore orientale dei Monti Lessini sono composti di calcareniti mentre nella porzione meridionale degli stessi e nell’area collinare di Breganze prevalgono le vulcaniti basaltiche. Di particolare interesse è l’altipiano del Montello, costituito da conglomerati grossolani miocenici di natura prevalentemente carbonatica, con sviluppo di intensi processi carsici. I vini si rifanno alla Docg Colli Asolani - Prosecco, alla Doc Breganze, alla Doc Montello e Colli Asolani e alla Doc Monti Lessini che si ottiene con il vitigno Durella.

Colline centrali, patria del Tocai Rosso e della DOC Colli Euganei

Ubicata al centro della regione e caratterizzata da due aree di origine vulcanica che emergono dalla pianura: i Monti berici e i Colli Euganei. La forma delle colline e dei monti ricorda l’origine vulcanica dei luoghi restituendo un paesaggio fatto di linee arrotondate.

Vigneti Colli Euganei
Zone vitivinicole dei Colli Euganei

Nei Colli Euganei i suoli più rappresentati sono le rioliti e le trachiti, mentre i basalti sono in subordine. Nei colli Berici invece i suoli derivano prevalentemente da calcari marnosi, conglomerati calcarei e rocce vulcaniche effusive.

La forma di allevamento utilizzata è comunemente il filare sui colli Euganei, mentre nei Berici permane ancora qualche vigneto a pergola.

La Doc Colli Berici comprende la zona collinare posta a sud di Vicenza ed è incentrata sulla produzione di vini monovarietali, sia rossi che bianchi. Il vitigno maggiormente legato al territorio è il Tocai rosso. La Doc Colli Euganei si estende in parte della provincia di Padova. L’articolazione della Doc è molto variegata e complessa, accomunando vini molto diversi ed in alcuni casi, per lo stesso vino, diverse tipologie.

Molto riconoscibile risulta il profilo olfattivo dei vini Colli Euganei Moscato e Colli Euganei Fior d’Arancio (ottenuti rispettivamente da uve Moscato bianco e Moscato giallo, localmente denominato Fior d’Arancio) grazie alle evidenti note floreali dovute alle alte concentrazioni di terpenoli di queste uve.

Conegliano, Valdobbiadene e il Prosecco

Posto a nord-est di Treviso, il cuore produttivo del vitigno Glera è uno deicentri spumantistici più importanti d’Italia. Il paesaggio di quest’area è antico e i filari seguono le linee dei colli disegnando trame e armonie; la vite circonda e avvolge le abitazioni tanto è forte il legame con la gente dei luoghi. La forma di allevamento è a filare con potatura alla cappuccina (doppio capovolto) oppure a Sylvoz sostenuta rigorosamente da tutori in legno. I vigneti sono tutti inerbiti per facilitare il transito dei mezzi meccanici e ridurre i fenomeni di erosione superficiale.

Il substrato pedogenetico è costituito da calcari marnosi, marne, argilliti, siltiti, arenarie e conglomerati formatisi nel Terziario, fortemente deformati dalla tettonica.

Territorio di Valdobbiadene e del prosecco
Il territorio di Valdobbiadene e del Prosecco

La Docg Conegliano – Valdobbiadene - Prosecco è di recentissima istituzione (2009) ed interessa un territorio molto ristretto all’interno della più ampia e preesistente Doc Prosecco.

La Doc Colli di Conegliano comprende vini di diversa tipologia ottenuti da uvaggi differenti sia bianchi che rossi; da ricordare il Passito di Refrontolo, ottenuto con uve Marzemino e il Torchiato di Fregona ottenuto con uve autoctone (Verdiso, Boschera, Glera).

Pianura occidentale e la zona di Verona

Posta sulla parte destra del fiume Sile comprende, fatta eccezione per la Doc Bagnoli, denominazioni sorte più o meno recentemente, spesso incentrate su vitigni internazionali o, comunque, su vini varietali.

Nell’area padovana, il paesaggio è quello tipico di pianura arricchito dal ricordo della presenza romana, dei monaci benedettini e dei patrizi veneziani che hanno lasciato meravigliose ville venete. Spostandoci verso la Doc Arcole e la provincia di Verona colpisce la modernità del paesaggio viticolo, composto da impianti attentamente eseguiti dove il valore del terroir viene conservato e valorizzato.

I suoli si caratterizzano per una tessitura ben equilibrata, pietrosità e scheletro assenti, media dotazione di sostanza organica, reazione debolmente alcalina, sono fortemente calcarei.

I vini si rifanno alla Doc Arcole, alla Doc Bagnoli di Sopra, di quest’ultima interessanti sono le tipologie Friularo e passito, il primo a base di uva Raboso Piave, il secondo a base di uva Raboso Piave e Raboso veronese.

Pianura orientale e la DOC Piave

Posta sulla sinistra del fiume Sile ed estesa nella parte sud-orientale della regione sino ai confini con il Friuli. La macroarea comprende le pianure alluvionali dei fiumi Piave e Tagliamento e, da nord verso sud, la natura dei suoli è funzione della forza con cui il Piave ha trasportato a valle i materiali raccolti nel suo bacino imbrifero. Dai suoli rossi antichi, che corrispondono alla prima presenza del Piave a ovest del Montello, si passa ai terreni ricchi di scheletro, a quelli di medio impasto e infine ai suoli di prevalente costituzione argillosa più a sud.

Panorama Veneto
I territori sono protetti dalle Dop secondo un criterio di affinità pedologica e climatica

Comprende due denominazioni molto estese, Lison-Pramaggiore e Piave, entrambe incentrate soprattutto su vini varietali, sia da varietà di uva internazionali che autoctone. Oggi vi è una terza denominazione “Venezia” che nel territorio delle due precedenti regolamenta la produzione di vini da vitigni internazionali (Pinot grigio, Merlot, Cabernet, etc.).

I vini della Doc Lison-Pramaggiore mostrano peculiarità differenti determinate dal tipo di vitigno impiegato: i bianchi si distinguono per fragranza e freschezza, i vini rossi sono ben strutturati, morbidi e particolarmente adatti all'invecchiamento.

La Doc Piave è una denominazione storica e famosa per i suoi Rabosi, Verduzzi, Merlot e Carmenere. I vigneti sono allevati unicamente a filare e si sviluppano con forme a Sylvoz, a Guyot, a cordone speronato e ai moderni GDC e cortina centrale.

Accanto alla Doc Piave, ricca per i suoi vini varietali ed autoctoni, si accosta oggi la che sta sostenendo con successo una quota importante della vitivinicoltura veneta.

Articolo tratto da l'Enologo – n°6 2016 – Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

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I commenti dei nostri lettori

Colli asolani è anche ottimi tagli bordolesi da disciplinare e non vedo il Malanotte nella Doc Piave, il top del Raboso!

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