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I vini lungo la Via Salaria e la Via Traiana: itinerario Lazio – Marche

10 Maggio 2024
I vini lungo la Via Salaria e la Via Traiana: itinerario Lazio – Marche
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Dal nord al sud, dall'est all'ovest, la nostra bella penisola viene ancora oggi attraversata da quelle millenarie arterie che, battute con fatica secoli addietro, sono state testimoni silenziose tanto del commercio quanto della conquista romana. Come vinicole pietre miliari, su queste stesse vie maestre si alternano tutt'ora vigneti che offrono DOC e DOCG degni del palato di imperatori e consoli.

In questo nostro nuovo itinerario enologico vi portiamo quindi alla scoperta di due antichissime strade, la Via Salaria e la Traiana, che alla loro storia aggiungono il vanto di possedere lungo il cammino vini di alta caratura: mettiamoci in marcia!

Una targa lungo la consolare via Salaria

Via Salaria e via Traiana, un breve excursus storico

Realizzate allo scopo di favorire gli spostamenti ed il traffico mercantile, la via Salaria e quella Traiana possono essere assunte come un unico percorso che, incontrandosi a San Benedetto del Tronto, unisce Roma a Brindisi tramite la costa adriatica.

Nello specifico, possiamo immaginare la Salaria come la "cintura" d'Italia, con un percorso che taglia esattamente a metà il Bel Paese.

Il percorso della via Salaria
Il percorso della via Salaria in rosso

Offrendosi come un collegamento tra la Capitale ed il Mar Adriatico, il tracciato di questa via attraversa i Colli della Sabina, Rieti ed il Terminillo, per scendere alle pendici dei Monti della Laga verso Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.

Ed è proprio in questa città che, come detto, vi è il contatto con l'altra consolare, la via Traiana. Completata e rifondata nel 108 d.C., la strada che deve il nome all'imperatore Marco Ulpio Traiano attraversa Pescara, Ortona, Vasto e Termoli, per poi costeggiare il Lago di Lesina verso l'interno dell'antica Apulia (oggi Puglia) fino ai piedi del Gargano. Qui si sposta di nuovo sul mare verso Barletta e Bari, terminando il suo lungo tragitto a Brindisi.

Attraversando il centro ed il sud Italia, le due vie romane transitano in regioni decisamente apprezzate in ambito enologico. Noi, partendo da Roma, immaginiamo di percorrere la via Salaria lungo le verdi pianure che circondano l'Urbe per degustare uno dei vini simbolo della campagna laziale: il Bianco Capena DOC.

Il Lazio ed il Bianco Capena DOC

Prodotto in tutto il territorio di Capena, Fiano Romano, Morlupo e Castelnuovo di Porto, il Bianco Capena DOC nasce da tradizionali vitigni che rappresentano appieno la viticoltura del Lazio: la Malvasia (nelle varietà "bianca di Candia", "del Lazio" e "Toscana") in una percentuale massima del 55%, il Trebbiano ("toscano", "romagnolo" e/o "giallo") in una percentuale minima al 25%, con l'opzionale aggiunta di uve Bellone e/o Bombino (anche chiamato "Uva di Spagna) al 20% massimo.

Impreziosito da un colore giallo paglierino più o meno intenso, il Bianco Capena risulta caratterizzato da un profumo leggermente aromatico e da un sapore asciutto o lievemente abboccato, del tutto gradevole al palato. Con una gradazione alcolica minima di 11% vol (con un grado in più si arricchisce della menzione "Superiore"), è un bianco da degustare giovane, ad una temperatura fresca, godendo della sua compagnia con antipasti e minestre leggere, mozzarella di bufala o piatti di mare.

Panorama su Morlupo, una delle cittadine che producono il Bianco Capena DOC
Panorama su Morlupo, una delle cittadine che producono il Bianco Capena DOC

Riprendendo il cammino sulla Via Salaria, che deve il nome al commercio del sale, scaliamo le bianche vette del Terminillo per poi discendere verso il confine marchigiano, alla volta di Acquasanta Terme. Celebre per la benefica acqua calda che sgorga dal sottosuolo, le terre che circondano questa e le altre cittadine in provincia di Ascoli Piceno sono la patria di numerosi vini. Tra gli altri, quello che maggiormente rappresenta la viticoltura del territorio è il Falerio DOC, conosciuto anche come Falerio dei Colli Ascolani.

Falerio dei Colli Ascolani o Falerio DOC: il vino delle Marche

Realizzato nella provincia di Ascoli Piceno e Fermo, il Falerio dei Colli Ascolani DOC viene prodotto da uve Trebbiano Toscano (in una percentuale compresa tra il 20 ed il 50%), Passerina (tra il 10 ed il 30%), Pecorino (anch'esso tra il 10 ed il 30%) ed altri vitigni a bacca bianca non aromatici (max 20%).

Logo del consorzio che tutela il Falerio dei Colli Ascolani DOC
Logo del consorzio che tutela il Falerio dei Colli Ascolani DOC

Celebrata fin dal Cinquecento nel "De Naturalis Vinorum Historia" dal medico personale di Sisto V, il marchigiano Andrea Bacci da Sant'Elpidio a Mare, la zona natale di questo vino vanta origini lontane che sono state acclarate da alcuni ritrovamenti fossili di Vitis vinifera risalenti all'età del ferro.

Contraddistinto da un tenue giallo paglierino, il Falerio DOC si compone di un profumo delicato ed un sapore secco, sapido e leggermente acidulo. Con una gradazione minima di 11,5% vol, questo bianco offre il meglio se servito ad una temperatura fresca che si aggira intorno ai 10°C.

Le caratteristiche del Falerio dei Colli Ascolani lo rendono particolarmente adatto all'accompagnamento di piatti a base di pesce, come seppie e crostacei, oppure con piatti tipici della tradizione marchigiana come i passatelli o la parmigiana di gobbi.

Momentaneamente appagati dalle prelibatezze vinicole degustate, concludiamo nelle Marche la prima tappa del nostro tour enologico. Se vorrete scoprire assieme a noi i vini che trapuntano la via Traiana, vi diamo appuntamento in Abruzzo: non mancate!

Leggi la seconda tappa de "I vini lungo la Via Salaria e la Via Traiana: itinerario Abruzzo - Puglia"

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