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I vini sulla Via Francigena: viaggio in Valle d'Aosta e Piemonte

22 Dicembre 2017
I vini sulla Via Francigena: viaggio in Valle d'Aosta e Piemonte
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Come dice un celebre proverbio antico, “Tutte le strade portano a Roma” ed anche le più sacre vengono ancora oggi battute da turisti e curiosi alla ricerca tanto di paesaggi quanto di specialità enogastronomiche: tra di esse, quella che maggiormente attira avventori da tutto il mondo è senza ombra di dubbio la Via Francigena.

Con oltre 1000 chilometri di lunghezza, quest'antichissima via si snoda tra la Valle d'Aosta ed il Piemonte sfiorando appena la Liguria per entrare poi in Emilia Romagna e proseguire il suo corso in Toscana e nel Lazio.

Così composta, la Francigena si arricchisce delle eccellenze delle terre che tocca, trovando nel diversi vini disseminati sul suo percorso i principali interpreti di un Made in Italy di alta caratura.

La Via Francigena: un po' di storia

Conosciuta in passato come Romea o Francisca, la Via Francigena nasce come arteria medievale di pellegrinaggio nelle tappe del cammino di Santiago verso Roma, il centro della cristianità.

Il percorso della Via Francigena
Il percorso della Via Francigena

Successivamente la sua posizione di collegamento viene poi sfruttata abilmente dai Longobardi prima e dai Franchi poi per necessità di collegamento tra la Francia e l'Urbe.

Considerata fin dall'età di mezzo come una delle tre peregrinationes maiores, la Francigena in realtà si presenta come un tragitto dalle innumerevoli diramazioni che quotidianamente consente a sciami di pellegrini devoti di giungere a Roma, facendoli confluire ai piedi della tomba dell'apostolo Pietro.

Seguendo il cosiddetto “itinerario di Sigerìco”, la relazione di viaggio più antica in riferimento alla Via Francigena dell'omonimo arcivesco di Canterbury, il percorso entra in Italia attraverso Aosta e prosegue verso la piemontese Ivrea, attraversa poi la pianura Padana nelle città di Pavia, Piacenza e Fidenza, per costeggiare infine le arrotondate punte dell'Appennino alla volta di Roma.

Le eccellenze enologiche lungo la Via Francigena

Regalandoci DOC e DOCG di estrema rilevanza, il precedente viaggio attraverso la Via Postumia ha temporaneamente placato la nostra sete di conoscenza, ma questa nuova gita alla ricerca di eccellenze enologiche lungo la Via Francigena non mancherà certo di stupire, traghettandoci in un vero e proprio pellegrinaggio alla scoperta dei migliori vini italiani.

Il logo ufficiale della Via Francigena

Cosa aspettiamo, quindi? Mettiamoci in cammino: la strada è lunga ed i chilometri sono tanti, ma non verranno meno soste panoramiche, meritato ristoro...e buon vino!

Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de La Salle DOC

Seguendo scrupolosamente le indicazioni annotate nel lontano 990 dall'arcivescovo Sìgerico, l'appuntamento per questo nostro nuovo viaggio è di buon mattino ad Aosta, la nella prima tappa italiana della Via Francigena.

Circondate dalle cime dei quattro massicci montuosi più alti d'Italia, il capoluogo e la regione valdostana godono di un turismo che durante le stagioni più fredde ne popola le piste sciistiche. Parallelamente a ciò, però, la Valle d'Aosta si fa meta di un numero di avventori non certo inferiore che frequentano i suoi rifugi per gustare vini dalle caratteristiche uniche, come nel caso del Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de la Salle DOC.

Il vigneto di Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de La Salle DOC
Il vigneto di Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de La Salle DOC

Prodotto dal Priè Blanc, il vitigno che cresce ad un'altitudine di ben 1200 metri, questo bianco valdostano viene coltivato negli omonimi comuni della Valdigne, regione che comprende la parte superiore della Valle d'Aosta. Presentando come prerogativa principale quella di compiere l'intero ciclo vegetativo in un periodo molto breve che gli consente di adattarsi alle grandi altitudini, il Priè Blanc consente al Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de la Salle DOC di acquisire un colore paglierino tenue con riflessi verdolini ed un profumo finemente delicato con sentori di fieno appena tagliato.

Il suo sapore secco e piacevolmente acidulo è caratterizzato da note fruttate che restituiscono al palato un bianco dalla gradazione minima del 9% vol (ma che senza difficoltà raggiunge gli 11-11,5%). Prodotto anche nella versione spumante (solo nei tipi “extra brut”, “brut” e “demisec”), è un vino che necessita di tre mesi in cantina per rendere al meglio il suo sapore e richiede una temperatura di servizio molto fresca, intorno agli 8-10°C circa.

Da bere comunque entro l'anno, il Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de la Salle DOC è un bianco che ben si accompagna con antipasti delicati, aperitivi, minestre di verdure e pietanze a base di trota montanara.

Il Piemonte e l'Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG

Gli sgargianti riflessi del sole con i quali la Dora Baltea si diverte a creare giochi di luce lungo il suo corso ci hanno ipnotizzato e ammirare i paesaggi mozzafiato della valle con un calice a tulipano in mano ci ha fatto perdere la cognizione del tempo: siamo in ritardo ed il Piemonte ci aspetta impaziente per il tramonto.

Con il viso sempre rivolto verso le montagne attraversiamo il confine. La terra piemontese cala subito i suoi assi migliori e ci dà il benvenuto ad Ivrea, la seconda tappa della Via Fracigena.

L'uva dell'Erbaluce di Caluso in Piemonte
L'uva dell'Erbaluce di Caluso in Piemonte

Guidati dal nostro intuito sagace passeggiamo tra i sentieri e raggiungiamo la zona che con orgoglio dà i natali ad un celebre vino: l'Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG. Ottenuto da vigneti coltivati ad alta quota (contrariamente a quanto praticato nel resto della viticoltura piemontese), l'Erbaluce viene prodotto in tre diverse tipologie: fermo, spumante e passito.

Caratterizzato da un colore giallo paglierino brillante ed un profumo elegante, il Caluso DOCG fermo presenta note di pesca matura e fiori di campo. Secco e fresco nel sapore, è un bianco dalla gradazione minima dell'11% vol e va servito attorno ai 10°C come aperitivo, con antipasti leggeri o in accompagnamento a pasta e risotti marinari.

L'Erbaluce spumante si ottiene col metodo classico della fermentazione in bottiglia e presenta una gradazione minima di 11,5% vol. La sua spuma leggera ed il perlage persistente sono le caratteristiche principali di un vino delicato con ricordo di lievito e fiori. Servito fresco, sui 6-7°C, è uno spumante ottimo per l'aperitivo o in abbinamento a piatti leggeri.

La versione passita dell'Erbaluce è sicuramente quella più antica e conosciuta: essa si ottiene da uve lasciate ad appassire su graticci almeno fino al 1° febbraio dell'anno successivo alla vendemmia e presenta un sapore dolce. Dal colorito dorato tendente all'ambrato scuro, il passito di Erbaluce sprigiona un profumo intenso di frutta secca e uva matura. Va bevuto leggermente fresco in accompagnamento a formaggi, dolci secchi ed amaretti.

Un vigneto piemontese sulla Via Francigena
Un vigneto piemontese di Caluso DOCG

La Città Eterna ci attende e dalle vette piemontesi sembra quasi di scorgere in lontananza la cupola di San Pietro. Roma, però, è ancora molto lontana e forse è ora di fare una sosta. Davanti il camino ci godiamo da dietro ad un vetro lo scarlatto tramonto piemontese e rimandiamo di poco la nostra prossima gita. L'arcivescovo di Canterbury capirà...continueremo a breve la scoperta della Via Francigena in Lombardia ed in Emilia Romagna!

Leggi la seconda tappa de "I vini lungo la via Francigena: viaggio in Lombardia ed Emilia Romagna"

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