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Quali sono gli ingredienti della birra

23 Maggio 2016
Quali sono gli ingredienti della birra
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La birra è una delle bevande alcoliche più amate del mondo; in quanti conoscono gli ingredienti che si usano per realizzarla?

Il pane liquido

Come è noto, la birra è una delle bevande alcoliche dalla più antica tradizione: essa veniva realizzata e bevuta già nell'antico Egitto, dai Sumeri, dai Greci e dai Romani. Molti commentatori ne parlano definendola pane liquido; il perché di tale denominazione è duplice. Da una parte essa si riferisce alle alte proprietà nutritive della birra: un sorso di questa bevanda poteva equivalere ad un pasto per i ceti meno abbienti, in passato. Dall'altra parte, sta anche ad indicare la sua ricetta: gli ingredienti necessari per fare la birra sono pochi e semplicissimi, tanto quanto quelli che servono per fare il pane. Infatti per fermentare la birra non servono che acqua e lievito, uniti ad un cereale trasformato in malto e al luppolo. Vediamo gli ingredienti della birra nel dettaglio.

Il malto

Uno degli ingredienti basilari necessari per realizzare la birra è il malto, che si ottiene dalla trasformazione dei cereali. Il tipo di malto utilizzato, il modo in cui esso viene ottenuto, fa una grande differenza al fine di conferire un'identità specifica al risultato finale che se ne ottiene. Il cereale di gran lunga maggiormente impiegato è l'orzo, ma spesso si scelgono anche la segale, o l'avena, o il frumento. Teoricamente andrebbe bene qualunque tipo di cereale, ma alcuni sono troppo fragili. L'orzo prediletto da chi produce birra è quello detto distico, vale a dire che presenta due file di chicchi sulla spiga, e che viene coltivato in zone continentali e non lungo la riva del mare. Il cereale viene messo a germinare in acqua per alcuni giorni, in modo tale che l'amido in esso contenuto venga trasformato in zucchero. In seguito lo si fa essiccare.

Come cambia il gusto della birra in base al malto

Già solo dalla scelta del malto da utilizzare possono derivare molte differenze di gusto e sapore della birra che si otterrà. Si può ad esempio utilizzare il malto ottenuto da un unico cereale, oppure mescolarne tipi diversi insieme; si può scegliere un'essiccazione più o meno marcata, così che la birra sia più chiara o più scura. Ogni mastro birraio segue la propria ricetta per conseguire il risultato desiderato.

Il luppolo

Il secondo ingrediente della birra, utile alla sua realizzazione, è il luppolo. Il luppolo è una pianta rampicante chiamata Humulus lupulus della quale si usano i fiori femminili. Da questi fiori si ricava la luppolina, una polvere giallastra che ottempera a diverse funzioni. Serve a dare quella punta amarognola alla birra, ma anche a renderne più chiaro il colore, e soprattutto a permetterne una più lunga conservazione in modo del tutto naturale. Attualmente nei birrifici si usa per lo più il luppolo essiccato che viene confezionato in pellet, o come estratto o come olio. Come per quel che riguarda il malto, anche per il luppolo si può scegliere tra diverse varianti: le più comuni sono la Brewers Gold, la Tettnang, la Fuggle. Inoltre, proprio come accade per il malto, alcuni mastri birrai preferiscono adottare un mix di diversi tipi di luppolo.

L'acqua

Potrebbe sembrare un ingrediente di secondaria importanza, ma si può capire quanto invece la scelta dell'acqua giusta possa fare la differenza nella qualità di una birra considerando il fatto che i primi birrifici sorsero vicino a delle sorgenti. Il sapore della birra è infatti fortemente influenzato dalla composizione dell'acqua che viene usata per la sua fermentazione: nella composizione finale della birra l'acqua è presente in una percentuale che oscilla tra il 90 e il 93 per cento, e per fare un litro di birra sono necessari 14 litri d'acqua. Se si vuole realizzare una birra scura sarà meglio usare un'acqua dura, ovvero con un'alta concentrazione di ioni di carbonato di calcio; per le bionde invece è preferibile usare acque dolci.

Il lievito

Last but not least, l'ingrediente della birra senza il quale questa bevanda non potrebbe neppure esistere, perché principale responsabile del suo processo di fermentazione, è il lievito. Al giorno d'oggi sono principalmente due i tipi di lievito che vengono utilizzati: il Saccharomyces cerevisiae che permette la cosiddetta alta fermentazione e per l'uso del quale sono necessarie temperature piuttosto elevate, tra i 15 e i 20 gradi, e il Saccharomyces uvarum. Quest'ultimo è stato introdotto in tempi moderni, necessita di temperature tra i 5 e i 10 gradi e permette di ottenere la bassa fermentazione, durante la quale il lievito si deposita sul fondo delle vasche. Alcuni produttori di birra possiedono delle proprie colture di lieviti che si tramandano di padre in figlio.

Un'arte antica

Gli ingredienti della birra, necessari per realizzarla, sono dunque pochi e molto elementari, perché a fare la differenza, oltre alla loro miscelazione, è la cura che ogni mastro birraio mette nel seguire ogni fase della fermentazione del mosto, riuscendo così a dare vita ai molteplici tipi di birra che possiamo degustare con i nostri amici.

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