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Bolgheri: alla scoperta del Museo del Vino di Guado al Melo

24 Giugno 2019
Bolgheri: alla scoperta del Museo del Vino di Guado al Melo
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Incastonata tra le colline toscane che racchiudono la DOC Bolgheri, Guado al Melo è un'azienda che non solo produce vino, ma che si è riproposta l'obiettivo di tramandare la Cultura del vino attraverso la creazione di un Museo della vite e del vino interno alla struttura. Abbiamo incontrato Annalisa Motta che, assieme al marito Michele Scienza, porta avanti con orgoglio la tradizione di Guado al Melo ed è la curatrice del museo. Ecco cosa ci ha raccontato...

D: "Come descriveresti Guado al Melo?"

Attilio Scienza
Attilio Scienza

R: "Guado al Melo non è solo un’azienda famigliare che produce vini territoriali, a Bolgheri, ma anche un centro della cultura del vino. Infatti, grazie alla presenza di Attilio Scienza, docente di viticoltura e noto esperto del settore, il lavoro di Guado al Melo, gestito dal figlio Michele e da me, è improntato anche a raccontare l’incredibile ed affascinante storia e cultura del vino.

Per noi essere vignaioli non è solo l’ambizione di produrre il miglior vino possibile da questo meraviglioso territorio, ma significa anche contribuire a trasmettere questa immensa cultura, tramandarla, far capire come il nostro lavoro di oggi si innesta su radici forti e profonde. Il vino è storia, cultura, tradizione… un intero mondo fatto di un linguaggio particolare e di milioni di storie. E di questo mondo l’Italia ne è antica protagonista. Per questo il vino italiano dovrebbe ricordarla di più, perché qui stanno le nostre radici ma anche un’identità unica e meravigliosa, che pur nelle tante e naturali trasformazioni, ci ha reso quello che siamo e fanno dell’Italia la patria del vino più antica del mondo occidentale.

Eppure questo mondo è spesso misconosciuto, a volte anche dalle stesse persone che vi lavorano, ridotto a puro folklore, oppure ancora è rivisto con miti o costruzioni moderne che hanno a poco a che fare con la realtà del passato".

D: "Quindi cosa è per voi il vino?"

R: "Il vino è cultura scientifica, fatta di tutta quella costruzione del sapere umano accumulato nei secoli, a partire dai primi uomini e donne che dalla preistoria in poi hanno guardato alla realtà con gli occhi limpidi dell’intelligenza e non con la paura accecante della superstizione. Il vino è anche cultura umanistica, fatta di miti, di parole e di arte che scavano nei nostri sentimenti e nella nostra ricerca di piacere e bellezza. Solo mettendo insieme questi due aspetti riusciamo ad esprimere l’interezza di quello che è il vino.

Biblioteca museo Guado al Melo
Biblioteca nel museo del Vino di Guado al Melo

Bisogna però stare attenti a non confonderli, a non far prevalere l’uno o l’altro nei loro aspetti peggiori. Se prevale solo l’aspetto iper-tecnologico, si possono perdere di vista quell’insieme di valori immateriali che il vino come soggetto culturale contiene; nascono allora vini forse perfetti, ma ricreabili uguali in ogni dove, privi di anima e di radici. Se prevale solo un certo aspetto speculativo, si rischia di scindere il vino dalla sua derivazione agricola, fatta di terra e sudore, delle necessità fisiologiche di un organismo vivente come la vite e del metabolismo dei microorganismi, assumendolo ad una dimensione astratta di favole belle e consolatorie.

Entrambi questi due estremi non portano il vino ad avere un futuro. Nel primo caso diventerebbe una banale bevanda industriale come tante, producibile più facilmente e a minor costo in contesti privi di cultura, anche lontani migliaia di chilometri dalle sue terre d’origine. Nel secondo caso morirebbe per la perdita della capacità di affrontare difficoltà produttive reali, come le nuove sfide date dai cambiamenti climatici oppure di (reale) sostenibilità produttiva, nell’illusione di un ritorno ad un passato migliore ma mai realmente esistito".

Biblioteca guado al melo
La biblioteca del Vino di Attilio Scienza
Saggi guado al melo
Libri e saggi presenti nel museo del Vino di Guado al Melo

D: "Raccontaci del Museo della vite e del vino di cui sei curatrice a Guado al Melo"

R: "In questi anni, abbiamo creato in cantina e nella vigna un percorso nella storia e cultura della vite e del vino, di carattere divulgativo, così che la visita a Guado al Melo diventasse una vera e propria immersione in questo mondo affascinante.

Il museo comprende allestimenti con pannelli e video, esposizione di libri antichi di enologia e viticoltura ed attrezzi di lavoro. Essi raccontano la storia del territorio, come nasce il vino artigianale e sostenibile, la storia del vino, con particolare evidenza ai risvolti culturali nell’arte, nella religione, nella letteratura. In esposizione vi sono libri antichi di enologia e viticoltura che hanno tracciato tappe fondamentali, a partire dall’opera trecentesca sull’agricoltura “Opus ruralium.. di Pietro de’ Crescenzi (edizione del 1561) a “Un mission viticole en Amérique” 1889 di Pierre Viala, che racconta l’incredibile viaggio che fece questo giovane studioso di viticultura francese nei territori selvaggi dell’America di fine Ottocento, alla ricerca di viti americane resistenti alla fillossera (e tanti altri).

Cantina guado al melo
Ingresso alla cantina dell'azienda Guado al Melo
Vigneti guado al melo
Vite maritata etrusca e pergola a tunnel egizia

Nelle parti esterne questo percorso culturale è “vivo”, con 3 piccole vigne che mostrano dal vero ai visitatori le forme più antiche di viticoltura. Una di queste appartiene alla storia ancestrale del nostro territorio: la vite maritata etrusca, cioè la vite con tutore vivo (alberi), poi rimasta nell’Italia del centro e del nord (in tutte le sue varianti) fino alla metà circa del ‘900. È realizzata con aceri che sostengono viti selvatiche toscane, che riproducono l’antico aitason etrusco, divenuto nei secoli passati il testucchio toscano. Assaggiare, a settembre, l’uva selvatica e poi l’uva sativa attuale, è un’esperienza unica, che fa capire in un attimo millenni di domesticazione e selezioni.

Poi vi è l’alberello greco (tipico della cultura greca del sud) e la pergola a tunnel, come rappresentata nelle tombe dell’antico Egitto del XVI sec. a.C.

A lato, le nostre vigne produttive sono la testimonianza della viticoltura di oggi.

La prospettiva del nostro museo è la crescita: ogni anno (compatibilmente col nostro lavoro di vignaioli) aggiungiamo qualcosa, ogni anno l’esplorazione si fa più profonda".

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