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La classificazione degli Champagne

28 Marzo 2018
La classificazione degli Champagne
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Sinonimo di lusso e sfarzo assoluto, lo Champagne rappresenta nell'immaginario comune l'emblema di tutto ciò che incarna la briosa atmosfera dei festeggiamenti. Conosciuta in tutto il mondo, questa perla della viticoltura deve la sua meritata celebrità alla qualità delle uve che la generano, alla passione di chi la produce e, soprattutto, alle peculiari caratteristiche dei territori che le offrono i natali nel nord della Francia e danno vita alla specifica classificazione degli Champagne.

La classificazione dello Champagne in base alle uve

Oltre al terreno, ciò che consente allo Champagne di ergersi come uno tra i più nobili degli spumanti è il pregio dei tre vitigni che nel tempo sono stati selezionati per produrlo:

  • lo Chardonnay, a bacca bianca, che viene coltivato nella Cote des Blancs a sud di Epernay;

  • il Pinot Nero, a bacca rossa, coltivato sulla Montagne de Reims;

  • il Pinot Meunier, a bacca rossa, lavorato nella Vallée de la Marne.

Classificazione degli Champagne
Alcuni calici colmi di prestigioso Champagne

Nei suoi 300 anni di storia, lo Champagne è stato declinato in svariati classificazioni che sono caratterizzate dalla presenza di un vino base – chiamato cuvée – composto da vini provenienti da diverse annate (come nel caso dei Sans Année o Non Vintage) o della stessa (come nel caso di Millesimé o Vintage). Originatisi da tali distinzioni, i diversi tipi di Champagne sono poi stati classificati in cinque raffinate tipologie:

  • Champagne Blanc de Blancs, ottenuto esclusivamente da uve bianche dal vitigno Chardonnay e caratterizzato da un gusto con note di agrumi, mango, pesca e susina bianca;

  • Champagne Blanc de Noirs, ricavato tramite la vinificazione in bianco di uve a bacca rossa anche di diverse annate e contraddistinto da un'acidità verace ed impetuosa;

  • Champagne Rosè, ottenuto tramite l’unione di vino rosso (tra l'8% ed il 20%) e bianco;

  • Champagne Millesimé, realizzato da una sola vendemmia;

  • Champagne BSA (Brut Sans Année), fatto con vini appartenenti a diverse annate.

La "scala dei Cru" della Champagne

Situata a 150 chilometri a nord-est di Parigi, la regione di produzione dello Champagne è stata delimitata nel 1927 quando l'INAO (Institut National des Appellations d'Origine) ne ha sancito i confini.

Classificazione degli Champagne: la regione della Champagne
La regione della Champagne nel nord-est della Francia

Indicata come una tra le pregevoli aree enologiche posta più a nord del mondo, questa regione vede oggi operare al suo interno circa 15.000 viticoltori che forniscono le preziose uve alle 110 “Maison de Champagne.

Seppur caratterizzata da un clima decisamente rigido, la zona della Champagne deve la qualità del suo prodotto finale al sottosuolo gessoso: grazie ad esso, infatti, il calore estivo del sole viene assorbito e l'abbondante pioggia invernale viene dosata alle radici per essere poi centellinata durante la siccità estiva.

La regione della Champagne è stata classificata nel 1911 in base al cosiddetto Echelle des Crus (in italiano, la Scala dei Cru): al contrario delle altre zone vitivinicole della Francia, tale categorizzazione non risulta riservata ai singoli vigneti bensì all'intero villaggio e dipende dalla qualità di ogni singolo cru.

Nello specifico, è possibile identificare 3 diverse zone della Champagne:

  • Gran Cru (100%);

  • Premier Cru (90 – 99%);

  • Cru (80 – 89%).

In esse, il valore percentuale rappresenta il valore commerciale dell'uva (e di conseguenza la sua qualità) che varia in base al prezzo stabilito per le uve della Champagne: seguendo tali metriche, il prezzo pieno veniva pagato solo per le uve Gran Cru. Ormai obsoleto, tale metodo è stato abbandonato di recente pur mantenendo in vigore la gerarchia.

Al giorno d’oggi, i comuni facenti parte della categoria “Premier Cru” sono 41, 255 della “Cru” e solo 17 vengono annoverati nella “Gran Cru”. Quest’ultimi risultano così suddivisi:

  • Nella Montagne de Reims: Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Maill, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx;

  • Nella Vallée de la Marne: Aÿ e Tours-sur-Marne;

  • Nella Côte des Blancs: Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger.

Classificazione degli Champagne: il dosaggio
Champagne versato in calici con lamponi

La classificazione dello Champagne in base al dosaggio

Dal gusto molto secco a morbido, dal colore paglierino a quello rosato, lo Champagne si presenta in diverse tipologie contraddistinte da aromi assai diversi che devono le loro sfumature anche al liqueur d’expédition, ossia il liquido che si aggiunge ad ogni bottiglia per rabboccarla in seguito al dégorgement (in italiano, la “sboccatura”), ossia la fase che segue il processo di rifermentazione e prevede l'eliminazione delle spoglie dei lieviti addossate sul tappo della bottiglia. La quantità di zucchero che viene addizionata insieme al liqueur d’expédition consente di identificare lo Champagne come:

  • Brut Nature (detto anche Pas dosé, Dosage zéro, Brut sauvage), quando lo zucchero residuo si presenta inferiore o uguale a 3 g/litro e gli appartenenti a questa categoria sono gli champagnes più secchi poiché non vedono l’aggiunta di liqueur d’expédition dopo il dégorgement;

  • Extra Brut, quando lo zucchero residuo è inferiore o uguale a 6 g/l e lo champagne risulta molto secco;

  • Brut, quando lo zucchero residuo arriva sino a 15 g/l ed al gusto si presenta secco;

  • Extra Dry, quando la percentuale di zucchero residuo varia dai 12 ai 20 g/l e restituisce uno spumante dal gusto morbido e delicatamente abboccato;

  • Sec, quando lo zucchero va dai 18 ai 35 g/l ed accompagna con piacere dessert poco dolci;

  • Demi sec, quando lo zucchero residuo si attesa tra i 33 ed i 50 g/l e si presenta come un ottimo vino da meditazione o da fine pasto;

  • Crémant, tipologia difficilmente reperibile che comprende vini elaborati attraverso il metodo classico di rifermentazione in bottiglia ma in modo da sviluppare meno anidride carbonica, permettendo così alla bottiglia di raggiunge le tre atmosfere (contro le quattro atmosfere e mezzo degli champagnes tradizionali).

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