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Il Canaiolo bianco e rosa

21 Ottobre 2019
Il Canaiolo bianco e rosa
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Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

Gallesio nel 1839 scrive: “I Toscani coltivano un altro vitigno col nome Canaiolo bianco. Io l’ho veduto in moltissimi luoghi, e ho trovato che è considerato da per tutto come una delle uve migliori. La sua foglia si distingue per la lanugine bianchiccia che copre la pagina inferiore, circostanza che gli ha fatto dare il nome di Canaiola bianca perché è questo appunto il carattere che si osserva nel Canaiolo nero. Così si chiama nei contorni di Firenze, nel Val d’Arno sino a Figline e altrove, ma cangia di nome in altri luoghi, e l’ho trovato nella Villa di Bibbiani del Marchese Ridolfi col nome di Primaticcio, nome che riceve pure in San Geminiano e in diversi altri paesi.

Cenni storici del Canaiolo bianco

La sua presenza in Toscana è confermata da successive citazioni di: Targioni Tozzetti (1858); Lawley (1865); di Rovasenda (1877); Bochicchio (1894); Sismonde de Genève (Roy-Chevrier, 1900); Marzotto (1925); Racah (1932) e De Astis (1937); Storchi et al. (2011).

Il canaiolo bianco
Grappolo di Canaiolo bianco

Viene annoverato come Cannaiolo tra i vitigni più coltivati nella provincia di Grosseto (Nobili-Vitelleschi, 1883). Con il sinonimo di Orpicchio fa parte del germoplasma toscano, in particolare a quello della Valdarno Aretino dove era coltivato almeno fin dalla metà del XIX secolo. Così sostiene Giorgio Perrin che, nel suo trattato Sulla coltivazione delle viti in Toscana, (Giornale Agrario Toscano, 1854, Accademia dei Georgofili), riporta l’Orpicchio tra le varietà coltivate nella Val d’Arno Superiore.

Nelle varie aree di coltivazione sia toscane che umbre assumeva una diversa denominazione e dal confronto delle varie accessioni è stata definita la corrispondenza varietale dei vari sinonimi in uso come: Bottaio, Lupeccio, Orpeggio, Orpicchio, Primaticcia, Tulupeccio, Uva vecchia, Zuccaccio con cui veniva identificato il Drupeggio o Canaiolo bianco.

Tradizionalmente l’uva di questo vitigno veniva vinificata assieme al Trebbiano toscano, talora anche usata nel “governo” alla toscana.

Il Canaiolo Bianco è da considerarsi a tutti gli effetti un vitigno originario della Toscana; sotto questa denominazione sono stati identificati diversi vitigni tra cui il Piccabòn (Mannini et al., 2010). È stato confuso con la Vernaccia di San Gimignano (Torello Marinoni et al., 2009) e con il Trebbiano romagnolo. È stato identificato con il Drupeggio (Crespan et al., 2010), altro vitigno bianco tradizionalmente coltivato nell’orvietano o nell’alto viterbese.

Caratteristiche vegetative del Canaiolo bianco

Il Canaiolo bianco o Drupeggio ha un portamento semi-eretto e un vigore medio. La foglia è medio-piccola, pentagonale, eptalobata; seno peziolare a V aperto, talora delimitato dalle nervature; seni laterali a lira chiusa con bordi leggermente sovrapposti, profondi, quelli inferiori a lira aperta, poco profondi; lobo terminale allungato, acuto, con due lobi evidenti; lembo glabro, di colore verde scuro, opaco, bolloso, con increspatura in corrispondenza del seno peziolare, profilo leggermente a doccia; nervature glabre, di colore verde chiaro; denti irregolari, concavi-convessi, a base larga, pagina inferiore di colore verde-biancastro.

Il canaiolo bianco
Foglia di Canaiolo bianco

Il picciolo è corto, medio-grosso, sub lanuginoso, violaceo con striature violacee in prossimità al seno peziolare, poi verde, con canale evidente. I grappoli sono grandi, piramidali, composti, compatti, medio-grandi (lunghezza 17-20 cm); peduncolo grosso, semilegnoso. Gli acini sono medi, rotondi di colore giallo con riflessi verdognoli; se esposti al sole diventano giallo-ambrato. La buccia è pruinosa, coriacea, ombelico presente, poco evidente, sapore neutro; pedicelli verdi, corti, cercine evidente, verde; pennello corto.

I tralci sono lunghi, fragili, glabri, molto ramificati, con femminelle molto sviluppate; corteccia staccantesi a squame; sezione trasversale circolare; nodi poco evidenti; internodi corti (11-14 cm) di color violaceo-nocciola, nodi poco evidenti; gemme appuntite, corte, di colore violaceo/marrone chiaro. L’epoca di germogliamento è medio-precoce, l’epoca di maturazione media.

Attitudini del Canaiolo bianco

Resistenza al vento: media. Resistenza alle gelate primaverili: scarsa. Sensibilità elevata a oidio, sensibile a peronospora, escoriosi e botrite: poco sensibile al marciume acido, mediamente sensibile al mal dell’esca.

Il Canaiolo bianco è considerato molto sensibile ad acari e tripidi, mediamente sensibile a cicaline e tignole. Affinità d’innesto con i portinnesti sui quali è più comunemente coltivato:

- ottima: K 5BB,140 Ru,775 P,779 P,1103 P;

- buona: SO 4, 420 A, 10 R;

- scarsa: 101-14.

La coltivazione del Canaiolo bianco

L’attenzione dei viticoltori sul Canaiolo bianco è calata. Gli ettari totali erano 675 nel 2000. Dieci anni dopo il Censimento ne registrava solo 286. La produzione vivaistica nazionale è intorno alle seimila barbatelle/anno, insufficienti per mantenere le superfici del 2010.

Il canaiolo bianco
Tralcio del Canaiolo bianco

Sistema di allevamento più diffuso: palmetta irregolare, Guyot.

Fertilità: terzo-quarto nodo.

Esige potatura media o lunga.

Produttività: media. Si presta alla vendemmia e potatura meccanica con difficoltà.

Cloni iscritti al registro del Canaiolo bianco

Il Canaiolo bianco ha un clone disponibile: l’ARSIAL-CRA 402 del 2009.

I vini del Canaiolo bianco

Non produce vini in purezza, entra a far parte dei disciplinari per la produzione del vino:

- Docg: Chianti classico;

- Doc: Barco Reale di Carmignano;

- Igt: Allerona*, Alta Valle della Greve*, Bettona*, Cannara*, Civitella d’Agliano, Colli Cimini*, Costa Toscana*, Frusinate o del Frusinate, Lazio*, Montecastelli, Narni*, Spello*, Toscano o Toscana*, Umbria*, Val di Magra

* è ammessa la menzione di questa varietà in etichetta

Il Canaiolo rosa

Il Canaiolo rosa è la mutazione cromatica del Canaiolo nero. Nel 2010 si contava circa un ettaro di superficie coltivata. È stato individuato nel corso di un programma di selezione clonale del Canaiolo nero, in un vigneto situato in provincia di Lucca, nella zona di produzione del vino Doc Bianco di Montecarlo. Il vitigno, pur avendo gran parte dei caratteri ampelografici e identità genetica con il Canaiolo nero, presenta un diverso colore della buccia, definito “rosa antico con lievi sfumature violacee”.

Il vitigno non è diffuso commercialmente e la sua presenza è in pratica limitata ai campi collezione. Si può collocare tra i vitigni “reliquia”.È iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1982.

Il canaiolo rosa
Il Canaiolo rosa

Caratteristiche agronomiche e tecnologiche del Canaiolo rosa

Il Canaiolo rosa ha una produzione elevata e costante; presenta una normale tolleranza alle avversità climatiche ed ai principali agenti parassitari. Può essere utilizzato in uvaggi con altri vitigni locali, apportando acidità ed aroma.

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