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Natale, cibo e calorie

21 Dicembre 2018
Natale, cibo e calorie
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Natale con i tuoi... alimenti. Già, perché inutile parafrasare: ritrovarsi nelle prossime festività è innanzitutto uno “snodo” relazionale col cibo; particolarmente con quelle vivande che, non a caso, talvolta vengono definite da ricorrenza, consumazioni "liturgiche". Benché l'iperconsumismo contemporaneo abbia destagionalizzato il cibo, rendendolo "ovunque".

Una Pastiéra napoletana non profuma più di Pasqua; costituisce, insieme a Baba' e "Caprese", un tris ristorativo d'ordinanza. Il Panettone “di Ferragosto” (idea intrigante, anni fa, del gastronauta Paolini) ha rilanciato l'applicazione artigianale sul mitico dolce lombardo (la cui immagine vegetava in un'obsoleta casella industriale), producendo concorsi, classifiche e nuove delizie: ma indubbiamente ne ha spento definitivamente il fascino natalizio. Proprio dal Panettone cominceremmo l'excursus cibico prossimo festivo.

Aggiungendo che le prossime Ricorrenze sono vissute, nell'immaginario nutritizio preponderante, come fattore di rischio, soprattutto "ponderale". Premesso che quattro o cinque giorni solenni (e le due settimane che li contengono) difficilmente cambiano il destino metabolico (e di peso corporeo) di un soggetto standard - cioè senza patologie croniche di rilievo (per es. diabete, cardiopatie scompensate, broncopneumopatie croniche non compensate, obesità, per restare in tema) - aggiungeremmo che nemmeno in questo periodo è difficile conservare l'assetto dietetico. Evitando che tutto l'inverno si trasformi in un fattore obesigeno.

cibo Natale
Calici di vino, bevanda di ricorrenza del Natale

Anni fa, uno studio policentrico condotto negli Usa dimostrava che proprio nei mesi invernali (a cavallo delle suddette Feste natalizie) s'impennavano nella popolazione i valori lipidemici (colesterolo e trigliceridi sanguigni). Dunque, prima attenzione: non incentivare il consumo calorico solo perché l'estate finisce, la vita routinaria si ristabilizza e le temperature s'abbassano. Altrimenti il senso giornaliero della nostra alimentazione va a farsi benedire. Evitare questa “carica” stagionale allontana contraccolpi metabolici "a frigore" e consente di goderci Natale e dintorni. Fra l'altro, per chi voglia far dieta ipocalorica tentando un certo dimagrimento, il periodo post-Epifania è il più adatto; fino alle ferie estive solo qualche tentazione veloce: Carnevale e Pasqua.

Torniamo al nostro Panettone; che “stazza” circa 380 Calorie per etto: come la Pasta, per intenderci. Quindi una fetta media vale una colazione, al mattino (ottima l'aggiunta d'un tè/caffè amari) mentre a fine d'un pasto più strutturato dovrebbe essere compensata dall'esclusione almeno di pari quantità fra pasta e pane (quest'ultimo, anche meno calorico del Panettone).

Dualismo col Pandoro? Gastronomicamente, l'affidiamo alle due “tifoserie”; rammentiamo, per un minimo di calcoli, che la media calorica dei Pandori è lievemente superiore: 400/420 Calorie per etto. Ce lo spieghiamo leggendo gli ingredienti in ordine; nel Pandoro il burro viene prima, dunque ce n'è di più; il Panettone ha invece più zucchero; presto detto: lo zucchero (da cucina) dà 400 Calorie (sempre per 100 g), il burro, circa il doppio. Occhio, dunque, un po' di riflessione; e soprattutto di selezione. Chi non ha (né “rischia”) il diabete, può indulgere un tantino con gli zuccheri; chi non ha problemi dislipidemici, con i grassi. Chi è in ottima salute, faccia comunque i giusti conteggi: per conservarla. La messe ormai incontrollabile di Panettoni e Pandori modernisti "alle creme", non comporta tendenzialmente più calorie del corrispettivo “classico”, anzi; presumibilmente per avere più umidità e meno struttura 'farinacea'.

pandoro Natale
Il Panettone è uno dei principali cibi natalizi

Cotechino e Zampone? Due salumi cotti della tradizione modenese (più estesamente, del bollìto padano) rallegrano la tavola di fine anno; cambia l'involucro, meno l'interno, ben grasso e proteico. Il prodotto “fresco” di macelleria dà 250/300 Calorie ad etto: siamo già di fronte ad un secondo càrneo mediamente più calorico della maggior parte dei prodotti della categoria. Ma nella versione commerciale, troveremo un cibo confezionato in pre-cottura parziale e dunque etichette che arrivano anche a più Calorie (sempre per unità di peso), quindi massima valutazione.

Evidentemente le cotture, un po' in generale, rendono più acquosi paste o riso, ma deumidificano parzialmente carni o pesce. Quindi conteggiamo, si deve calcolare sempre il prodotto di partenza, per capìre quanto caloricamente introitiamo. Generalmente si tratta dell'alimento crudo (parte edibile, quello cioè che realmente si mangia) o di un cibo che andiamo a cuocere dopo che ha subìto trattamenti.

Torroni? Saliamo! Qui l'intervallo è fra 420 Calorie circa (già oltre il Pandoro) e 480. Inevitabile, per la composizione, fra miele, zuccheri semplici, frutta secca, canditerìa. 50 g ed un succo di frutta possono far colazione (in quei giorni, si sa, anco al mattino è "Natale"). Se facciamo invece la “zeppa” del pranzo di Capodanno, usiamone piccole quantità; o se vogliamo più libertà coi dolciumi, aboliamo il pane, riducendo al minimo l'eventuale quantitativo di pasta. C'è tempo e modo.

torrone Natale
Il torrone contiene circa 420 kcal

È Festa, ma la nostra giornata (caloricamente circa 2000 - per la composizione qualitativa consultare tabelle e riferimenti) è sempre controllabile. Qualche dì d'eccessi “gestiti” non cambia le risultanze di una salute già buona. Allerta superiore per chi ha gia problemi, ma nei giorni post-festivi nessun digiuno insensato; semmai una riduzione equilibrata (20% della quantità spettante, togliendo con equilibrio dai “gruppi” di nutrienti calorigeni: zuccheri, grassi e proteine).

Dal 2 gennaio (dal 7 per gli impenitenti), buona dieta - la normalità alimentare! - a tutti. Auguri!

Si ringrazia Antonio Vacca - ilvaccademico.it

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