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Alla scoperta di Bolgheri, la California d'Italia

13 Novembre 2020
Alla scoperta di Bolgheri, la California d'Italia
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Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

di Angelo Valentini

Angelo Valentini ci accompagna in un viaggio nell'alta Maremma, nella zona di Bolgheri, detta anche la California d'Italia, per la sua particolare vocazione agricola. Qui il gotha della produzione vitivinicola internazionale ha scoperto dove produrre grandi vini rossi, tanto da offuscare i famosi Supertuscan e i longevi Brunelli. Nomi importanti hanno investito proprio qui, realizzando cantine spettacolari e gioielli vinicoli.

Il piacevole viaggio verso Bolgheri

Parto da Antignano località balneare prossima a Livorno, un tempo residenza della famiglia Ciano e di altri casati illustri come i Donegani, dove trascorro le mie vacanze estive. Imbocco con la mia auto la via consolare Aurelia e attraverso Castiglioncello, località immersa nella pineta frequentata negli anni ’80 da artisti famosi tra cui Alberto Sordi. Raggiungo l’alta Maremma e arrivo nella zona del Bolgherese, detta anche la California d’Italia, una zona ricca e feconda, benedetta da Dio. Sosto a San Guido, da dove si dipartono i famosi cipresseti di carducciana memoria. Svettano nel cielo in duplici filari, immobili testimoni delle vicende del tempo, assistendo alla completa trasformazione del territorio: dal mitico Rosè di Bolgheri, scomparso nel 1970, alla proliferazione di ordinati vigneti specializzati, essenzialmente a bacca rossa, che si perdono a vista d’occhio, verso l’orizzonte dove il sole tramonta sull’Arcipelago toscano.

Uva a bacca rossa coltivata a BolgheriGrappoli di uva a bacca rossa coltivati nei vigneti di Bolgheri  

Il gotha dell'enologia mondiale è qui

Nomi e marchi prestigiosi hanno investito capitali ingenti, realizzando cantine vanto dell’enologia mondiale. Troviamo il grande Angelo Gaja, sceso dal suo Piemonte per acquistare la Tenuta Cà Marcanda, che tradotto in dialetto piemontese significa trattativa lunga e difficile. A detta di Angelo si è trattato di un negozio veramente sofferto, ma l’innamoramento ha fatto superare ogni ostacolo. Il primo vino lo ha denominato "Magari", sebbene qualcuno gli avesse consigliato di chiamarlo Sassigaia. La cantina e il territorio circostante meritano una visita, tutto rispecchia la personalità del proprietario.
Altro nome prestigioso, il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, già presente in zona con una vasta proprietà, imparentato con altra famiglia illustre, i Gherardesca. Questa terra generosa si presta a tutto, dall’allevamento di cavalli purosangue, alla coltivazione di ulivi e di qualsiasi albero da frutto, compresi gli ortaggi, grazie al clima favorevole e al terreno soffice e ben drenato. Uno dei gioielli di casa Incisa, il ricercatissimo vino Sassicaia, è seguito da un altro rosso, il "Guidalberto", dedicato a un personaggio di famiglia.

Vigneto a BolgheriVigneto a Bulgheri durante una calda giornata estiva  

La nobiltà fiorentina a Bolgheri vede il marchese Lodovico Antinori con la Tenuta Biserno situata su dolcissime colline che vanno da Castagneto a Bibbona, tutte esposte verso il mare Tirreno, con la vista della Corsica, dell’Elba e le altre piccole isole dell’arcipelago toscano. Non lontano, suo fratello Piero Antinori presenta sul mercato internazionale due altri rossi di notevole importanza: l’Ornellaia e il Masseto, provenienti da terreni esposti a mezzogiorno, con viste incantevoli. Presente anche il marchese Lamberto Frescobaldi, con quote di maggioranza.
Seguono altri marchi meno blasonati degni di essere menzionati, prodotti da viticoltori che hanno creduto nella validità del territorio, come i Meletti Cavallari, con il Bolgheri Superiore Impronte, e un uomo di scienza, di nome e di fatto, che non ha resistito al fascino della Maremma, Attilio Scienza, che produce vini rossi di alto lignaggio dal suo podere Guido al Melo.
Non poteva mancare all’appuntamento un marchio internazionale come Zonin, che ha aggiunto alle sue molteplici referenze anche i vini di Maremma, prodotti più a sud e precisamente nella zona di Gavorrano, un tempo conosciuta come territorio minerario, oggi per il suo vino San Cristoforo.

Da Castagneto a Bolgheri

La via più suggestiva dal punto di vista vitivinicolo è quella che collega Castagneto a Bolgheri. Qui vale la pena fermarsi da Michele Satta, un pioniere della terra di Maremma, per assaggiare un insolito Syrah. O nella Tenutella di Tua Rita per bere un Redigaffi. Sullo stesso percorso una menzione merita Cinzia Merli, agricoltore a tutto campo, enologo e sommelier, che ha trasformato il suo podere di circa trenta ettari in una valle dell’Eden, dimostrando che la generosa terra di Bolgheri può produrre tutto, dagli agrumi a qualsiasi tipo di frutta compreso gli ortaggi.
Le vigne sono curate come il bene più prezioso e altrettanta cura è riservata agli ulivi frondosi, ricchi e rigogliosi. La proprietà è denominata Le Macchiole, i vini di spicco sono il Messorio e il Paleo Rosso. Non lontano da Le Macchiole, c'è un'altra piccola azienda gioiello di Stefano Billi e la sua espertissima moglie Silvia, Le Fornacelle. Qui producono un vino rosso blasonato per carattere e personalità: il Guarda Boschi Bolgheri Superiore, da uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, e due vini bianchi, il Fornacelle Bianco, da uve Sèmillon e lo Zizzolo, un Vermentino in purezza.
Un'altra promessa nel settore dei vini di Maremma è Federico di Vaira, titolare del podere Dei Musi. Produce un Vermentino in purezza, fresco e gustoso con note minerali, fragrante, ideale con tutti i pesci di scoglio, e un altro vino bianco, il Pezzino, da uve Sauvignon 100%, morbido e profumato con sentori agrumati di pompelmo.

Vini di BolgheriCalici di vino prodotto nelle cantine della zona di Bolgheri  

Le cantine Petra e la Badiola

Proseguo sulla via Aurelia e mi dirigo verso Suvereto. Da lontano scorgo la monumentale cantina denominata "Petra", opera dell’architetto svizzero Mario Botta. Committente Vittorio Moretti, che non finisce mai di stupirci per le sue intuizioni e i suoi mirati investimenti in agricoltura, dettati da una visione proiettata nel futuro, molto diversa da quella dell’agricoltore tradizionale. Moretti individua un territorio brullo fino a quel momento, invaso dalla macchia mediterranea, lo acquista e vi realizza l’azienda vitivinicola più bella del mondo, dando vita a vini rossi prestigiosi quanto i suoi spumanti Bellavista .
Prima di congedarmi da Petra faccio una visita alla Balsameria di famiglia, degustando tutte le piccole botti della batteria battezzate con i nomi dei componenti famigliari, un aceto balsamico maremmano, con una sua personalità, nato da ceppi centenari di casa Valentini Bertolini. Petra è situata sulle dolci alture del Golfo di Baratti e gode di una vista di incomparabile bellezza, di fronte all’Isola d’Elba, la Corsica, il mare con i suoi sapidi venti di maestrale.

 

Da Petra riprendo l'Aurelia, esco a Follonica, prendo la strada delle Collacchie e raggiungo Castiglione della Pescaia, delizioso borgo marinaro. Qui grandi pinete di Pinus Pinea collegano la cittadina a Marina di Grosseto, alcuni canali si intersecano abbracciandosi con dei ponti sopraelevati, al di sotto dei quali scorre tranquilla verso il mare l’acqua reflua della bonifica.
Moretti, estasiato da tanta bellezza, acquista l’altro gioiello maremmano: la Tenuta la Badiola, un territorio pianeggiante di terreno fertilissimo sovrastato da una collinetta dove sorge il complesso della vecchia fattoria e la villa padronale, ristrutturato ad albergo e centro benessere di altissimo livello. Moretti nelle sue molteplici attività è coadiuvato dalle figlie: Carmen, nel settore dell’ospitalità; Francesca nella produzione vinicola, e Valentina, architetto, nel settore delle costruzioni. La simpaticissima moglie Mariella produce un olio sopraffino da una piccola tenuta nella vicina Riotorto non lontano da Petra.

Campagna vicino BulgheriLa sblendida campagna vicino Bulgheri  

La prima joint venture Italia-Francia

Mi dirigo di nuovo verso Gavorrano, inoltrandomi nella zona interna, dove la macchia mediterranea regna sovrana. I monti sovrastanti sono ricchi di giacimenti minerari ancora attivi. Ebbene, in questo territorio è avvenuto un incontro memorabile: la casa vinicola più prestigiosa del mondo si sposta dalla sua sede di Bordeaux e approda anch’essa nella California Italiana.
È l’anno 2001 quando nasce "Rocca Frassinello", una tenuta di 500 ettari circa, che segna la prima joint venture Italia-Francia, per la produzione di un vino italiano. Un matrimonio davvero Di…Vino, tra la fattoria Castellare di Castellina in Chianti, di proprietà di Paolo Panerai, giornalista, economista, editore, viticultore, e la Holding Barone di Rotchild, proprietaria della famosa cantina Lafite, legata storicamente alla corte di Versailles e Madame Pompadour, che consideravano quel vino il loro personale elisir di giovinezza. Paolo Panerai ha sempre puntato alle eccellenze. Memore di una giovanile amicizia con un architetto genovese diventato celebre nel mondo, affida la progettazione della cantina a Renzo Piano, che prima di eseguire i lavori sorvola con l’aereo la zona, la studia e, una volta scelto il sito ideale, inizia i lavori del tempio cantina, un manufatto in calcestruzzo a vista conficcato nella madre terra.

Uva rossa di BolgheriGrappoli di uva rossa appena raccolti a Bolgheri  

Nasce così l’enopolio più originale e funzionale del mondo enoico. Un lindo piazzale è luogo di ricevimento delle uve provenienti dai vicini vigneti; una torre a forma di parallelepipedo spunta dalla base stessa del piano di campagna e ha la funzione di portare un suggestivo fascio di luce nella buia cantina grazie a un gioco di specchi rifrangenti. Mosto e vino calano per gravità nelle sottostanti cisterne di fermentazione e decantazione per poi passare in un anfiteatro quadrangolare, dove 2500 barriques sistemate a gradoni ospitano il vino per l’affinamento prima di essere imbottigliato. La sensazione è di trovarsi in uno stadio con le quattro gradinate degradanti verso il campo... al posto dei tifosi le piccole botti. Paolo Panerai mi prega di mettermi al centro dell’anfiteatro e mi dice: Valentini lo stanno osservando 2500 occhi!
Termino il mio viaggio in bellezza concedendomi una tappa gastronomica con sosta a Marina di Castagneto presso l’hotel "I Ginepri" di proprietà dei signori Paola Cardellini e Alessandro Dughera, maremmani puro sangue, albergatori da tre generazioni, ristoratori d’eccellenza e produttori di un olio extra vergine sublime. Praticano la pesca di paranza cucinata da Paola, allieva del grande Paracucchi. La cucina de I Ginepri ha raggiunto livelli di eccellenza, che le guide, miopi, ignorano. A tavola fatti consigliare dal mitico Pietro, figura istituzionale dei Ginepri. All'accoglienza trovi Mauro, un friulano trapiantato in Maremma, che ti saluta con il suo tipico "mandi", che tradotto significa: nelle mani di Dio. Da non perdere i venerdì gastronomici a bordo della piscina in riva al mare, in mezzo a un bosco di ginepri secolari tutti contorti dai libecci e dal maestrale.

Di Angelo Valentini

Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

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