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Come riconoscere il vero olio extravergine di oliva

07 Gennaio 2019
Come riconoscere il vero olio extravergine di oliva
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Astro portante della cucina italiana, l’olio extravergine di oliva è uno dei principali elementi della salutare dieta mediterranea: entro essa, infatti, l'olio EVO viene impiegato di buon grado a crudo oppure in cottura grazie al suo alto punto di fumo. Prodotto da diverse cultivar di olivo, l’“oro verde” si presenta in molteplici varianti e tipologie che possiedono altrettanti aromi e profumi: ma come è possibile riconoscere il vero olio extravergine di oliva? Ecco alcuni utili consigli!

Olio extra vergine di oliva
L'olio extra vergine di oliva nelle sue varianti

Riconoscere il vero olio EVO in 3 mosse

Seppur le etichette apposte sulle bottiglie di olio vengono ormai compilate con informazioni indispensabili ma non esaustive, stabilire la qualità di un olio EVO può apparire come un’operazione riservata ai palati delicati ed allenati degli esperti in materia: in realtà tutte le persone sono naturalmente dotate degli strumenti necessari per poter valutare l'eccellenza dell’olio in pochi e semplici passi. Difatti, basta affidarsi dapprima alla vista, poi a naso ed infine alle papille gustative eseguendo nell'ordine:

  1. un'analisi visiva;
  2. un'analisi olfattiva;
  3. un'analisi gustativa.
olio extravergine
La fluidità medio-bassa dell'olio extravergine di oliva è un fattore di qualità

1. L'analisi visiva per riconoscere il vero olio EVO

Come per le pietanze culinarie, anche nella degustazione dell’olio l’occhio vuole la sua parte: difatti, è valutandone visivamente la fluidità che se ne può determinare in prima battuta la qualità. Per farlo, è necessario versare un cucchiaio di olio EVO in un bicchiere: un buon olio di oliva ha una fluidità medio-bassa. Se l’olio appare quindi molto fluido, si ha probabilmente a che fare con un prodotto di bassa qualità.

2. L'analisi olfattiva per riconoscere l'olio extravergine di qualità

In seguito all’esame visivo, il riconoscimento di un buon olio extravergine di oliva passa attraverso l’olfatto. Nello specifico, durante la degustazione risulta necessario annusare l’olio che deve ovviamene essere privo del condimento di qualsiasi altra matrice alimentare: l’obiettivo finale è difatti quello di valutare il cosiddetto “fruttato”, ovvero quell’odore tipico che rimanda al frutto. Per essere di buona qualità, quindi, un olio extravergine di oliva deve richiamare negli odori all’oliva, verde o matura che sia.

Oliva e olio extravergine
Olive verdi, da cui si ricava l'olio extravergine di oliva

3. L'analisi gustativa per riconoscere il vero olio extravergine di oliva

In ultimo,  per valutare la qualità di un olio extravergine di oliva ci si può affidare al gusto: attraverso tale senso, infatti, è possibile stabilire quella che è la presenza di alcune sensazioni gustative come il dolce e l’amaro, concludendo con il piccante.  Questo perché un olio di ottima fattura appare amaro e piccante alla degustazione e all’assaggio deve pizzicare la gola: tali sensazioni sono infatti dovute alla presenza nell’olio EVO dei polifenoli, potentissimi antiossidanti naturali che attuano azioni benefiche sul nostro organismo poiché rallentano l’invecchiamento cellulare e lo preservano da una serie di malattie cronico-degenerative.

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I commenti dei nostri lettori

Per i non addetti ai lavori la triade visivo olfattivo gustativo è stata ben descritta

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