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Il vino nell'antica Roma

28 Febbraio 2018
Il vino nell'antica Roma
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La produzione di vino nell'antica Roma è stata per la maggior parte influenzata dalle tradizioni dei popoli con cui i romani sono entrati in contatto e dalle terre che hanno conquistato nella loro lunga storia.

Passando per le varie epoche, tra il I secolo a.c. e il V secolo d.c., le tecniche di coltivazione della vite diventarono sempre più sofisticate e gli usi legati al consumo di vino mutarono in base alle volontà degli imperatori che si sono succeduti. Vediamo insieme le origini e le tradizioni legate al vino dei romani.

Le origini del vino in epoca romana

Va reso merito ai romani che riuscirono a sfruttare i floridi terreni che l'Italia aveva da offrire.

Secondo Sofocle la penisola italiana era la terra prediletta da Bacco (Dioniso per i greci), il dio della vegetazione, della vite e della fertilità, per la grande spontaneità con cui la vite cresceva e dava i suoi frutti. L'Italia era anche chiamata Enotria, "terra del vino".

Vino dei romani
Dogli, vasi in terracotta dove veniva fermentato il vino nell'Antica Roma

Il popolo dell'antica Roma fu bravo anche a carpire i segreti legati alla vinificazione e alla coltivazione da Etruschi, Cartaginesi e Greci.

I loro insegnamenti consentirono ai romani di mettere in pratica delle tecniche sempre più avanzate per la coltivazione della vite e di aprire un vero e proprio business legato al vino con la costruzione di aziende vinicole, la creazione di piantagioni in cui venivano impiegati gli schiavi e l'esportazione in tutto il Mediterraneo.

Tra le tecniche usate e sperimentate in epoca romana possiamo ricordare:

  • coltivazione a terrazza, ovvero un sistema drenante su terreni con particolari pendenze, capace di conservare dosi adeguate di umidità e calore; 
  • coltura della vite con una filata intrecciata di canne evoluta poi in un impianto a cordone e guyot, sistema di allevamento e potatura della vite che consente di modificare la crescita della pianta;
  • fermentazione del vino nei dogli, vasi di terracotta della capacità di 1000 l e travaso in anfore da 20 l: qui veniva lasciato a invecchiare fino a 20 - 25 anni. 

Cosa bevevano i romani ed il consumo di vino nell'antica Roma  

Il vino nell'antica Roma non era sicuramente una bevanda per tutti: basti ricordare che fino all'Epoca Repubblicana lo potevano bere solo i maschi adulti con età superiore ai trent'anni. Le donne iniziarono a bere vino solo dopo l'abolizione del divieto da parte di Giulio Cesare.

Rispetto ai greci e ai loro baccanali (o feste dionisiache), nella tradizione romana trovava poco spazio il culto del vino. Infatti, solo negli ultimi anni della Repubblica fu istituita la Liberalia, festa vinicola celebrata il 17 marzo in onore del dio Libero-Bacco, e la Vinalia, festa del 19 agosto per rendere favorevole la vendemmia.

Vino dei romani: statua di Bacco, dio del vino per i romani
Statua di Bacco, dio del vino per i romani

Il vino a Roma si beveva quasi sempre diluito con acqua, come nella tradizione greca, in modo da evitare lo stato di ebbrezza dovuto all'alta gradazione alcolica per la vendemmia tardiva. I romani bevevano il vino durante i banchetti, le feste e nelle tabernae, locali simili alle osterie di oggi. Era loro usanza proporre dei brindisi alla salute, alle persone presenti o anche assenti, come i defunti.

Il vino dei romani: dal Falerno all'Albano

Le informazioni sui vari tipi di vino degli antichi romani ci sono state tramandate principalmente dalle opere dei vari poeti e scrittori. Per esempio, Plinio il Vecchio menzionava ben 80 qualità di vino, tra cui il Falerno, di origine campana, il Caleno e il Cecubo prodotti a Fondi.

Il vino dei romani: i vigneti della campagna laziale
I vigneti della campagna romana

In epoca romana il vino era classificato in molti modi, come: corposo, soave, dolce, prezioso, delicato, nobile, speziato. Ciò stava ad indicare la raffinatezza di palato degli haustores, ovvero quelli che potremmo definire gli antichi sommelier. Tra i tanti vini dei romani possiamo ricordare:

  • Aglianico: vino rosso della Campania e Basilicata;
  • Albano: vino poco pregiato prodotto nel Lazio e nell'Emilia Romagna;
  • Beneventano: vino prodotto in Campania;
  • Ippocrasso: vino speziato con zenzero, cannella e chiodi di garofano;
  • Mamertino: vino molto pregiato di Messina, in Sicilia;
  • Moscato: vino bianco della Sardegna;
  • Rosato: vino con petali di rosa.

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