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Vendemmia 2020: si preannuncia un'annata di grande interesse per il vino italiano

21 Settembre 2020
Vendemmia 2020: si preannuncia un'annata di grande interesse per il vino italiano
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Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

L’annata 2020 si presenta con delle uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che non possono che darci interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. L’incertezza meteorologica e i cambiamenti climatici generano comunque apprensione e grande incertezze sulla tenuta qualitativa delle uve. Dal punto di vista produttivo si stima una quantità in linea con quella dello scorso anno, quindi leggermente inferiore alla media storica. Se infatti al Nord si prevede di stare nella media produttiva, al Centro-Sud alcuni fenomeni di stress climatico, seppur localizzati, possono causare un calo quantitativo. Caso a parte la Sardegna che lo scorso anno aveva visto la propria produzione fortemente compromessa a causa di un forte stress idrico e che invece quest’anno prevede di rientrare nelle medie storiche.

Andamento climatico dell'annata 2020

Dopo il ripristino delle riserve idriche dei suoli nella maggior parte dell’areale italiano per effetto di novembre e dicembre 2019 con piovosità generalmente abbondante, i mesi di gennaio e febbraio sono risultati molto miti e con precipitazioni scarse. Marzo ha invece goduto di una piovosità in genere abbondante e accompagnata da temperature nella norma, eccezion fatta per il brusco calo delle temperature registrato a partire dal 24 marzo a seguito di un’irruzione di aria polare continentale da Est, che ha prodotto locali danni da gelo sulla vite.

Temperature miti e piovosità scarsa hanno caratterizzato aprile e maggio mentre giugno ha presentato temperature lievemente inferiori alla norma con piovosità abbondante. Tali condizioni si sono mantenute anche a luglio al Nord per effetto del prevalere di un regime circolatorio atlantico mentre scarsa è stata la piovosità al Centro-Sud.

Agosto ha infine presentato temperature lievemente superiori alla norma nei massimi e nella norma nei minimi cui si è accompagnata una piovosità generalmente scarsa, salvo eccezioni a carattere locale su Lombardia Centro-Orientale, Piemonte Sud-Occidentale, Marche, Salento, Basilicata e Calabria.

Tali condizioni ricordano le estati di fine millennio con limitati giorni caldo afosi, in quanto, nonostante le temperature si siano mantenute alte, dall’ultima settimana di luglio si sono registrate ondate di calore, precedute da sporadici fenomeni temporaleschi.

Vendemmia 2020 si preannuncia un'annata di grande interesse per il vino italiano
Prime stime della vendemmia 2020 regione per regione

Questa situazione si è protratta per tutta l’estate, caratterizzata dall’anticiclone delle Azzorre, che ha limitato quello africano, che invece aveva stazionato nel bacino del Mediterraneo nelle ultime estati. Questo quadro porta con sé il rischio di infiltrazioni di aria più fresca, con possibilità di instabilità con piovaschi e temporali.

Dal punto di vista fitosanitario i vigneti si presentano sani anche se le precipitazioni degli ultimi giorni impongono un continuo monitoraggio da parte dei tecnici per valutare l'accrescimento dei grappoli e i potenziali attacchi di patogeni. Solo in alcune zone del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia la peronospora ha causato danni, anche se la situazione è sotto controllo e l’oidio è stato rilevato con maggior presenza in Romagna, Toscana e Abruzzo.

Ovunque si denota un certo anticipo dello stato ciclo vegetativo, per cui si prospetta una raccolta delle uve leggermente  anticipata, e infatti è già in atto attualmente quella delle basi spumante con specifiche legate alle diverse zone.

L'inizio della vendemmia 2020 in Italia

Anche quest’anno la prima regione a staccare i grappoli è stata la Sicilia a fine luglio, seguita come da tradizione dalla Puglia e dalla Lombardia con la Franciacorta. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre, nella maggior parte delle regioni italiane si sono svolte le operazioni di raccolta per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon).

Vendemmia 2020: si preannuncia un'annata di grande interesse per il vino italiano
La raccolta dell'uva è svolta tra fine agosto e inizio di settembre

Il pieno della raccolta in tutt'Italia si stima avverrà dalla metà di settembre in poi, per concludersi verso la fine di ottobre se non agli inizi di novembre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell'Etna.

Una produzione contenuta rispetto alla media

Le prime previsioni di Assoenologi indicano una produzione di vino e mosto di poco inferiore rispetto al 2019. Con variabilità tra le diverse regioni si stimano 47,2 milioni di ettolitri nel 2020, dato leggermente inferiore alla media produttiva degli ultimi cinque anni.

L'elaborazione di Assoenologi fa infatti ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare intorno ai 65 milioni di quintali che trasformati danno circa 47 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo leggermente inferiore allo scorso anno (47,5 milioni di ettolitri di vino - dato Agea) e del 4% se riferito alla media quinquennale 2014/2019 (49,1 milioni di ettolitri di vino - dato Agea).

Vendemmia 2020: si preannuncia un'annata di grande interesse per il vino italiano
Produzione contenuta ma positiva rispetto alla media

Le nostre stime quantitative sono riferite alla situazione riscontrata dagli enologi delle 17 Sedi periferiche dell’Assoenologi nell’ultima decade di agosto, vale a dire quando la quasi totalità dell'uva era ancora sulle piante. Se i mesi di settembre e ottobre decorreranno positivamente, le stime qui riportate potranno essere confermate.

Il Veneto, in base ai primi dati rilevati da Assoenologi, mantiene il primato e si consolida la regione italiana più produttiva con circa 11 milioni di ettolitri, seguito dalla Puglia (8,5), dall’Emilia Romagna (7,7) e dall'Abruzzo (3,4). Queste quattro regioni insieme nel 2020 produrranno circa 30 milioni di ettolitri, ossia circa il 65% di tutto il vino italiano.

Qualità tendente all'ottimo dell'annata 2020

In tutto il territorio italiano si registra una buona qualità delle uve. I grappoli sinora conferiti sono risultati sani, grazie soprattutto all’attenta gestione del vigneto da parte dei vignaioli e degli enologi.

L’andamento climatico caldo temperato senza eccessi di calore e non particolarmente piovoso, accompagnato da buone escursioni termiche tra il giorno e la notte, ha favorito una lenta ma graduale maturazione delle uve. I primi riscontri analitici evidenziano delle gradazioni medio alte e un buon rapporto zuccheri/acidità, oltre ad un interessante quadro aromatico per le varietà bianche e tenori polifenolici medio alti nelle uve a bacca rossa. Preludio di interessanti e ottimi vini.

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