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OGM sì OGM no? Parliamone insieme

14 Aprile 2017
OGM sì OGM no? Parliamone insieme
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Le verità scomode si accompagnano sempre a non poche riserve. A cominciare dai dubbi sulla legittimità della fonte. Per cui si arriva alla facile conclusione “Ma sarà poi vero…”, che ci solleva da ogni impegno per affrontare la quaestio. La quale, se poi ha la paternità di un politico, è ancora più facile da liquidare. Basta il solito: “Chi sa che c’è dietro…. E a chi serve tutta questa montatura”.

La premessa è d’obbligo, visto l’interesse che ha suscitato questa dichiarazione (riportata con grande evidenza dalla stampa nazionale, a cominciare da La Repubblica), che cito testualmente: “Da almeno quindici anni, la ricerca pubblica italiana su piante geneticamente migliorate è al palo. Governi di destra e di sinistra ci hanno negato la libertà di studiare. Si è impedito, contro la nostra Costituzione, ai nostri ricercatori pubblici di lavorare”.

Elena Cattaneo - Senatrice a vita, farmacologa e biologa
Elena Cattaneo - Senatrice a vita, farmacologa e biologa

Sono parole cariche di responsabilità, ma al tempo stesso inequivocabili. E a sottoscriverle non è il solito politico a caccia di notorietà, ma Elena Cattaneo. Che non è solo la più giovane senatrice a vita, ma una scienziata a livello mondiale in farmacologia, biologia e ricerca sulle staminali. Dopo una lunga esperienza negli States, è titolare di cattedra all’Università di Milano.

La fonte quindi non è solo autorevole, ma competente. La senatrice Cattaneo imposta il suo intervento con la metodologia che guida le sue ricerche. Prove, esiti, confronti. In questa sede, io mi accingo a riassumere il suo pensiero in sei punti, intorno ai quali auspico non solo il più largo e convinto interesse, ma l’avvio di un dibattito ampio e sgombro da pregiudizi, proprio sulla base di quanto la senatrice Cattaneo denuncia.

  • Primo. Stiamo perdendo le nostre piante più tipiche, aggredite dai parassiti. All’estero, sono invece tutelate. Per cui molti loro prodotti arrivano da noi, per imprevedibili rotte, grazie alle piante OGM, coltivate da Paesi senza vincoli in materia.
  • Secondo. Sono quindici anni che continuiamo ad acquistate mangimi OGM e pagare le multinazionali della chimica per coltivare semi sempre più deboli.
  • Terzo. Riporto integralmente il pensiero della Cattaneo: “Se non si migliorano geneticamente le viti, siamo costretti ad usare sempre più fungicidi, sempre più ossido di rame, che è altamente tossico per noi, per la fauna dei suoli e per la salute stessa delle piante…. Con dei sofisticati innesti di geni provenienti da viti selvatiche si può ridurre del 90% quei trenta trattamenti all’anno con metalli pesanti, come il rame sui grappoli d’uva”.

  • Quarto. Il Ministero chiede che le ricerche siano svolte solo in laboratorio. Cosa che già avviene e che torna di sicuro utile alle piante in serra, ma che non impedisce alle nostre viti di estinguersi.
  • Quinto. Gli scienziati chiedono di abbattere l’uso di agrofarmaci, specie per quanto riguarda la vite, ormai preda di patogeni sempre più efficaci. “Se il miglioramento genetico vale per le viti, quali progetti mettere in campo per il 97% delle coltivazioni? Come seguire lo stesso percorso infruttuoso sul melo, pomodoro o grano consentendo ai nostri agricoltori di competere per la migliore qualità possibile?”.
  • Sesto. La Germania ci vende tonnellate di insetticidi, ma nel settembre scorso ha avviato le sperimentazioni di cinque piante OGM.

A questo punto, la senatrice Cattaneo si chiede: Ma siamo sicuri di essere noi i più furbi e i più attenti alla tutela del nostro patrimonio viticolo, e non solo?

Io mi fermo qui. Ho provato a fare un obiettivo resoconto della situazione. Ora tocca a tutti noi enologi dire la nostra. Non possiamo girarci dall’altra parte, come spesso succede, quando decidere comporta un’assunzione di responsabilità. Le condizioni di salute delle nostre viti non offrono eterne garanzie. Ed è bene procurarsi l’ombrello prima della pioggia. Di qui l’invito a parlarne insieme.

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