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Veneto: prima regione produttrice di vino

20 Luglio 2016
Veneto: prima regione produttrice di vino
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Il Veneto rappresenta una delle più importanti regioni vitivinicole d’Italia, è infatti il terzo vigneto italiano dopo la Sicilia e la Puglia. La superficie coltivata a vigneto è di 80.522 ettari e rappresenta il 12,8 % della superficie vitata nazionale. La produzione di uva raggiunge circa i 12,5 milioni di quintali rappresentando il 16,7% a livello nazionale. Analogamente il vino, con una produzione media di 9,7 milioni di ettolitri (dati 2015), rappresenta circa il 18,9% della produzione complessiva nazionale.

A livello nazionale il Veneto è quindi la prima regione in termini produttivi, ma ancor più importante è nettamente la prima nella produzione di vini a denominazione di origine (Dop 57%, Igp 35%, senza origine geografica 8%). Caratteristico poi del Veneto è un costante aumento nell’utilizzo dei vitigni autoctoni rispetto agli internazionali.

Le zone a maggior concentrazione viticola si trovano soprattutto a ridosso del lago di Garda, nelle aree collinari e pedecollinari delle province di Verona, Vicenza e Treviso e Padova con i Colli Euganei, nelle pianure del trevigiano e del veneziano tra i fiumi Piave e Tagliamento. Invece il vigneto interessa solo marginalmente le province di Rovigo e di Belluno. 

Il territorio regionale è caratterizzato da un’area montuosa a nord, da una fascia centrale pedemontana, da una zona pianeggiante al centro-sud, dalla quale si elevano isolati i Colli Berici ed i Colli Euganei ed infine da una fascia litoranea con lagune costiere estese. Il substrato pedologico delle aree interessate alla viticoltura presenta, tra le diverse macroaree che illustreremo, alte differenze morfologiche, litologiche e strutturali.

Il clima del Veneto

Il clima del Veneto, pur rientrando nei tipi temperato-suboceanico e temperato montano, presenta proprie peculiarità dovute alla sua posizione di transizione. Risente infatti dell’azione mitigatrice del mare Adriatico, dell’effetto orografico della catena alpina e della continentalità dell’area centro-europea. La Pianura Veneta presenta inverni rigidi, a carattere continentale, mentre nella regione alpina il clima è montano di tipo centro-europeo, fortemente condizionato dall’altitudine e dall’esposizione. Si differenziano inoltre due aree a clima più mite nei dintorni del Lago di Garda e lungo la fascia costiera adriatica.
Le precipitazioni medie annue variano da meno di 600 mm riscontrabili nel Polesine (parte più meridionale della regione) fino ad oltre 1.500 nelle Prealpi bellunesi. Nella pianura veneta le precipitazioni medie annuali risultano crescenti da sud a nord, passando dai 700 mm di Rovigo ai 1.100 mm di Conegliano.
La zona di interesse viticolo mediamente più piovosa è la fascia collinare pedemontana che va dai Monti Lessini fino alle Prealpi trevigiane, dove si possono raggiungere fino a 1.400 mm annui. Tra i fenomeni meteorici sono di particolare importanza le precipitazioni con grandine, piuttosto frequenti in associazione ai temporali.
Particolarmente colpite risultano essere le zone del Garda, della media/bassa pianura veronese, dei Colli Berici, della pedemontana veronese, vicentina e trevigiana.
La temperatura media annua decresce con gradiente sud-nord passando dalla pianura padano-veneta (13°C) alla fascia collinare pedemontana (11-12°C), fino alla zona alpina (8°C).

La piramide della qualità della viticoltura veneta

La struttura qualitativa della vitivinicoltura veneta è organizzata in 42 DOP delle quali 28 Doc (tra cui 7 interregionali) 14 Docg a cui si aggiungono 10 Igt (tra subregionali, interregionali e regionali). Nella regione sono presenti oltre cinquemila cantine. In termini di vino prodotto è forte l’incidenza delle cantine cooperative (oltre il 60%), seguite dalle cantine filiera integrata ed industriali.
Dal punto di vista strutturale, più della metà delle aziende ha una superficie media inferiore ad 1 ettaro e occupano una superficie a vigneto di circa il 12%, mentre le aziende con più di 10 ettari costituiscono circa il 3% in termini numerici ed il 30% in termini di superficie.
La regione presenta una forte incidenza delle aziende viticole associate (65% in termini di numerosità e 51% in termini di superficie).
La piattaforma ampelografica veneta è caratterizzata da una predominanza delle varietà a bacca bianca dove Glera, che è il vitigno maggiormente coltivato in Veneto, Garganega e Pinot grigio sono le principali.
Molto importanti sono poi anche i vitigni, Chardonnay, Pinot bianco, Sauvignon, Tocai friulano, Verduzzo friulano e quello trevigiano. Nel settore veronese non vanno dimenticati la Durella e il Trebbiano di Lugana o di Soave.
Per quanto concerne i vitigni a bacca rossa, oltre al Merlot che è la terza varietà più coltivata, sono diffusi anche il Cabernet franc, il Cabernet Sauvignon. Rilevante è anche la presenza di Corvina, Rondinella, Corvinone e di Molinara. Di particolare interesse sono infine il Raboso Piave e veronese e il Marzemino.

Articolo tratto da l'Enologo – n°6 2016 – Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

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