Il boom del plant-based: in Italia cresce la rivoluzione vegetale
Nel 2024 le vendite di prodotti vegetali in Italia hanno raggiunto i 639 milioni di euro, con una crescita del +16,4% rispetto al 2022. Le alternative vegetali al formaggio per esempio hanno raddoppiato il loro valore in due anni e il 59% degli italiani dichiara di aver ridotto il consumo di carne. Numeri che riflettono un cambiamento culturale e un mercato in forte espansione, parte di una trasformazione alimentare globale che oggi vale 90,5 miliardi di dollari e che entro il 2034 potrebbe superare i 238,7 miliardi, con una crescita annua media del 9,8%.
A guidare la domanda sono soprattutto Millennials e Gen Z: due su tre hanno già inserito prodotti plant-based nella dieta. Si tratta in gran parte di consumatori urbani e flexitariani (coloro che hanno una dietra principalmente vegetale, senza però rinunciare del tutto a carne o pesce; il 27% della popolazione europea).
L’innovazione scientifica accelera
Sul fronte scientifico, l’innovazione procede rapidamente: oltre il 70% delle ricerche sulle alternative vegetali agli alimenti animali è stato pubblicato dopo il 2015. In Europa i finanziamenti pubblici sono quasi triplicati in cinque anni, arrivando a 318 milioni di euro. L’Italia si distingue come prima nazione per numero di ricercatori attivi nel settore (633), confermando un ruolo di primo piano. Un esempio dell’impatto tecnologico: il costo della carne coltivata è crollato di oltre il 99% in pochi anni.
Nonostante i progressi, la sfida resta culturale e legata alle abitudini. Secondo uno studio dell’ETH di Zurigo, il gusto è il principale fattore di scelta, seguito dalla percezione di salute e sostenibilità. I consumatori tendono a preferire fonti proteiche considerate familiari e “naturali” come piselli, riso, patate e lenticchie, mentre insetti, alghe e carne coltivata appaiono ancora troppo distanti.
Il settore ha fatto il punto a Milano agli Stati Generali delle Proteine Alternative, evento che ha riunito scienziati, aziende e istituzioni per discutere ricerca, innovazione e futuro del cibo. Una trasformazione che unisce tecnologia e cultura, con al centro un obiettivo comune: ridefinire il rapporto con la carne e costruire un sistema alimentare più sostenibile.
(Fonte: skytg24)
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