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Valutazione degli impatti ambientali: gli indicatori “VIGNETO” e “ARIA”

13 Agosto 2019
Valutazione degli impatti ambientali: gli indicatori “VIGNETO” e “ARIA”
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Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

L’Italia, con poco più di 300 mila chilometri quadrati, piani solo per un quarto, racchiude una terra caratterizzata da un’incredibile variabilità geografica e climatica, che le conferiscono un’altrettanta variegata geografia rurale e viticola a renderla una delle più importanti nazioni vitivinicole al mondo. La nostra terra racconta di una risorsa conservata e tutelata negli anni dai nostri avi, i primi custodi del suolo. La cura del paesaggio rurale e di quello vitivinicolo, in alcuni casi ascritto a patrimonio dell’umanità, è passata attraverso la conservazione del suolo e ancora, del sistema suolo-pianta, sempre con un occhio di riguardo alle condizioni climatiche, oggi in constante trasformazione.

L’industrializzazione e la repentina crescita demografica ci spingono a guardare con una maggiore cura e attenzione a queste risorse: pertanto, misurare gli impatti agronomici e climatici è solo il primo passo volto alla loro tutela, che inevitabilmente deve propendere verso l’individuazione degli aspetti di criticità e indirizzare il viticoltore ad un miglioramento di gestione.

Gli indicatori vigneto e aria

A questo sono dedicati gli indicatori Viva VIGNETO e ARIA: il primo, strumento utile alla valutazione degli impatti ambientali delle attività agronomiche legate alla conduzione di un vigneto e, indirettamente, alla valutazione del loro impatto sulla qualità del paesaggio (di cui spesso questa attività rappresenta uno dei fattori principali); il secondo, volto al calcolo dell’impronta climatica di organizzazione o di prodotto (il totale delle emissioni di gas effetto serra associate, direttamente e indirettamente, rispettivamente alle attività produttive di un’azienda o al ciclo di vita di una bottiglia di vino da 0, 75 litri).

Valutazione impatti ambientali fig 1
Esempio di notazione dei risultati dell'indicatore VIGNETO e dei suoi sotto-indicatori. I rislutati sono indicizzati in valori da 0 a 1, dove 0 è il minimo impatto e 1 è il massimo impatto

Gli indicatori VIGNETO e ARIA scendono in campo per supportare il viticoltore nelle migliori scelte di pianificazione dei miglioramenti delle tecniche di gestione di suolo, pianta e clima. Si tratta di una valutazione distinta di aspetti che insieme impattano sul sistema produttivo e naturale.

VIGNETO, con il suo sotto-indicatore “Concimazione”, ad esempio, indirizza ad una dettagliata stesura dei piani di fertilizzazione, anche al fine di prevenire le avversità, per meglio definire le quantità massime dei macro-elementi nutritivi che vengono distribuiti durante l’anno (o per ciclo colturale) sulla vite. Il sotto-indicatore valuta la sostenibilità della concimazione, analizzando singolarmente l’apporto di azoto, fosforo e potassio, in funzione delle caratteristiche del suolo, del concime usato, delle modalità di applicazione e dei fabbisogni del vigneto; una valutazione che, una volta interpretata guida ad una sempre migliore definizione dell’approccio alla fertilizzazione, a tutela di una elevata resa di produzione, nell’ottica della conservazione della qualità.

Tecniche di gestione suolo-pianta

Altre tecniche volte al miglioramento della sostenibilità nella gestione del sistema suolo-pianta sono:

  • una scelta accurata dei prodotti fitosanitari, evitando i prodotti che contengono sostanze attive “candidate alla sostituzione”, i prodotti caratterizzati dalla presenza sull’etichetta del simbolo di pericolo o il pittogramma “teschio con tibie incrociate”, i prodotti “corrosivi”;
  • limitarsi, per gli appezzamenti di collina e montagna caratterizzati da una pendenza media maggiore al 30%, alla sola esportazione dei residui dell’impianto arboreo precedente e alla gestione ordinaria dell’inerbimento;
  • gestire e mantenere l’inerbimento interfilare al fine di contenere la perdita degli elementi nutritivi.

La recente armonizzazione di VIVA con SQNPI inoltre, guida a nuovi e ulteriori interventi di miglioramento della gestione del suolo: come l’adozione della lotta integrata a difesa delle piante, con un impiego razionale di mezzi di difesa biologici, chimici, biotecnici e agronomici.

Valutazione impatti ambientali
L’industrializzazione e la crescita demografica ci spingono a guardare con una maggiore cura e attenzione alle risorse ambientali

Ne sono un esempio le trappole e la cattura massale con l’utilizzo di ferormoni e altri attrattivi; l’adozione delle biotecnologie, come la tecnica del maschio sterile e la confusione sessuale. E ancora, il sotto-indicatore “Lavorazioni” di VIGNETO agevola l’analisi degli impatti sul sistema suolo-pianta degli interventi e delle stesse lavorazioni puntuali.

L’impatto degli agrofarmaci sul clima

L’impatto sull’ambiente dell’utilizzo degli agrofarmaci non è solo deputato all’analisi di VIGNETO - che misura il loro specifico impatto agronomico - i risultati dell’indicatore ARIA, infatti, descrivono - tra gli altri impatti - le specifiche emissioni di gas a effetto serra correlate all’applicazione degli agrofarmaci a suolo e pianta. Ad esempio, anche in questo caso, la definizione delle massime quantità di macro-elementi impiegati nella fertilizzazione è cruciale per il miglioramento della sostenibilità in vigneto: si tratta di trovare il giusto bilanciamento tra le necessità del suolo e gli impatti che essi hanno sull’ambiente, proprio in termini di emissioni.

Valutazione impatti ambientali fig 2
Fig.2 Indicatore ARIA, esempio dei risultati del calcolo dell'analisi di Prodotto

Il viticoltore è aiutato in questa analisi dal risultato emerso dalla valutazione delle emissioni di gas a effetto serra nel vigneto (e cioè il contributo che le lavorazioni in vigneto hanno sul totale delle emissioni - le fasi analizzate sono evidenti nell’esempio in fig.2). Con riferimento all’esempio appena esposto, si nota che una eccessiva immissione di azoto impatta notevolmente, questo perché il suo processo di degradazione determina una importante emissione di N2O, uno dei gas serra con maggiore potenziale di riscaldamento climatico (265 volte della temuta anidride carbonica!).

Tecniche di miglioramento

Altre tecniche di miglioramento volte alla riduzione degli impatti climatici dovuti a lavorazioni, produzione e distribuzione del vino sono:

impatti ambientali uva
Il settore enologico deve avere cura del territorio
  • riduzione dell’uso del gasolio in campo con una migliore pianificazione dei passaggi a favore di una riduzione degli sprechi;
  • sostituzione di macchinari di lavorazione ad elevate emissioni;
  • riduzione dell’uso degli agrofarmaci e dei fertilizzanti;
  • efficientamento energetico degli impianti di cantina;
  • riduzione del peso delle bottiglie;
  • razionalizzazione della logistica e delle spedizioni;
  • raccolta dei vuoti o consigli in etichetta sul corretto smaltimento.

Insomma, se i francesi hanno individuato una parola, terroir, che definisce il complesso sistema delle porzioni di territorio che esprimono qualità enologiche e paesaggistiche uniche, un motivo c’è, e il mondo del vino è tenuto a gestire e proteggere, anche a suo vantaggio, il patrimonio naturale di terreni e collettività.

Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

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