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Olio di frittura usato: arriva la raccolta porta a porta

22 Novembre 2018
Olio di frittura usato: arriva la raccolta porta a porta
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Dopo vetro, plastica e indifferenziata, anche l'olio di frittura usato potrà beneficiare della raccolta domestica: questa la proposta presentata dal Conoe (Consorzio azionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti) durante Ecomondo-Key Energy – fiera green tenutasi recentemente a Rimini – che si pone come obiettivo quello di incentivare il corretto smaltimento di olio da frittura prodotto dalle famiglie. Il fine ultimo sarà quello di trasformare l'olio esausto in energia utile e di salvaguardare l'ambiente dai danni causati dalla sua dispersione.

I danni all'ambiente dell'olio da frittura usato

Nel 2017 sono state prodotte 260 mila tonnellate di oli esausti di cui 166 mila prodotti da attività domestica: di essi, ad oggi solo un quarto degli scarti casalinghi arriva alle bioraffinerie, condannando il restante alla dispersione nell'ambiente oppure agli scarichi dei lavandini. Il risultato di tale comportamento si tramuta in danni irreparabili con gravissime conseguenze a lungo termine.

Tale pericolosità deriva dal fatto che gli oli usati non sono organici o biodegradabili e, per questo, la loro composizione risulta essere altamente nociva per l'ecosistema terrestre se essa non viene sottoposta a trattamenti in fase di smaltimento.
Nello specifico, disperdere l'olio di frittura usato nell'ambiente può avere le seguenti conseguenze:

  • In acqua genera una pellicola dello spessore variabile che, impedendo ai raggi del sole di penetrare al suo interno, causa pericoli tanto alla fauna quanto alla nostra salute;

  • Giungendo alle falde acquifere dai rubinetti, esso rende l'acqua non potabile, impedendo di conseguenza anche il corretto funzionamento dei depuratori;

  • Penetrando nel sottosuolo, l’olio di frittura impoverisce il terreno dei microorganismi necessari alla vita delle piante stesse.

Olio padella
Olio da frittura utilizzato dalla maggior parte delle famiglie

Oltre ad essere causato da una buona dose di inciviltà e poco senso civico, lo scorretto smaltimento dell'olio di frittura usato è in parte dovuto anche all'attuale servizio offerto nella maggior parte dei comuni italiani che ne prevede la raccolta solo tramite le diverse isole ecologiche.

Tale metodo, però, non incontra il gradimento dei cittadini: difatti, come commenta il presidente del Conoe Tommaso Campanile,"Gli italiani non sono ancora abituati al conferimento nell’isola ecologica". La soluzione potrebbe quindi essere ricercata nella raccolta porta a porta dell'olio esausto, fulcro del progetto di Conoe.

Il progetto per la raccolta porta a porta dell'olio di frittura esausto

Frutto di un ragionato accordo con l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), l'idea avanzata da Conoe vede il suo fondamento nella convinzione che la raccolta tramite isole ecologiche non stia portando i frutti sperati e la conferma è ben visibile nei dati raccolti: in Italia, infatti, vengono utilizzati circa 25 chili di olio vegetale a testa ogni anno e ad oggi solo un quarto dello scarto di esso viene raccolto in modo corretto, ovvero 72.000 tonnellate su 260.000.

Per far fronte a tali dati, Conoe porta fieramente avanti il progetto di una raccolta domiciliare dell'olio di frittura usato poiché, come prosegue Campanile,"Un servizio a domicilio (...), o un mezzo mobile che stazioni nei quartieri a orari prestabiliti, aiuterà ad aumentare le percentuali di raccolta".

Aumentando quindi la raccolta dell'olio da frittura usato tramite il porta a porta, si andrebbe ad potenziare di conseguenza anche la sua rigenerazione per la produzione di biodiesel, in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile. Tale incremento porterebbe benefici anche in termini di risparmio economico: difatti, sempre secondo i dati del Conoe, ogni tonnellata di biodiesel prodotta da oli esausti equivale a oltre 3 tonnellate di anidride carbonica in meno in atmosfera.

Olio d'oliva
Olio extravergine d'oliva, ideale per la frittura

Se la raccolta di questi scarti si attestasse al 100%, il risparmio potenziale sarebbe di 732.000 tonnellate in meno in atmosfera generando quindi un risparmio di circa 112 milioni di euro sulle importazioni di petrolio.

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